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Due offerte (anche dai turchi) per il salvataggio di Conbipel

Sarebbero due le proposte per lo storico brand di abbigliamento Conbipel di Cocconato d’Asti attualmente in concordato. Per il salvataggio dell’azienda sarebbero arrivate a metà luglio due offerte: una proposta da un fondo di turnaround e la seconda da un gruppo turco.

Il processo per l’individuazione di un soggetto che inietti nuove risorse è in corso: al lavoro è Vitale, società di advisory milanese e dello studio Dla Piper. Per mettere al riparo l’azienda da eventuali istanze dei creditori, dovrà essere presentato un piano industriale con l’avvallo del tribunale di Asti.

La Conpibel è stata fondata nel 1958: nata grazie all’intuizione della famiglia Massa su una fascia di mercato definita, è stata venduta circa dieci anni fa ad un fondo statunitense. Attualmente è controllata dal fondo internazionale di investimento Oaktree. L’azienda aveva già in programma di seguire la strada del concordato, prima dell’emergenza Covid-19. Colpa della crisi del settore retail, ma l’emergenza coronavirus e il blocco delle attività hanno velocizzato la richiesta al Tribunale: gli ultimi bilanci hanno un giro d’affari attorno ai 180 milioni e l’ultima riga di bilancio in perdita con debiti per circa 30 milioni di euro. L’azienda aveva già avuto una ristrutturazione (in base all’articolo 182 bis della legge fallimentare) nel 2014: in quell’occasione le banche hanno ricevuto strumenti finanziari partecipativi.

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  • Giampaolo Tatriele |

    Si assiste nuovamente all’impossibilita’ di un’azienda strutturata di reggere al sistema economico-fiscale del paese Italia

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