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La municipalizzata romana Atac, dopo 8 miliardi tra perdite e sussidi di denaro pubblico, chiede altri 200 milioni per non fallire

E’ uno dei casi tipici, assieme ad Alitalia, della malagestione pubblica. Atac, la municipalizzata dei trasporti di Roma, rischia di trovarsi di nuovo a un passo dal crac con l’emergenza coronavirus: lo spiega il quotidiano Il Messaggero. Per evitare il fallimento servono altri 200 milioni di euro. Questo sarebbe l’importo calcolato nelle ultime ore dagli esperti della municipalizzata dei trasporti di Roma. Si tratta dell’unico modo per tenere in piedi il concordato fallimentare avviato due anni e mezzo fa e che ha evitato per un soffio la bancarotta a questo colosso da 11mila dipendenti, che gestisce oltre 2mila mezzi tra bus, tram e treni del metrò.

Il decreto del Governo farà arrivare risorse al settore dei trasporti: sia alle aziende virtuose sia a quelle che virtuose non lo sono mai state, come appunto la municipalizzata dei trasporti romana. E’ pur vero che Atac nel bilancio 2018 ha fatto registrare un utile, per la prima volta nella sua storia. Ma non poteva essere diversamente visto che la gestione, pure per la prima volta della sia storia, è stata attenta alla struttura dei costi, pur di fronte a una quota mostre di debiti, 1,4 miliardi.

Atac è la più grande partecipata dei trasporti d’Italia. Secondo la società di consulenza Tra Consulting ha macinato un baratro di 8 miliardi fra sussidi di denaro pubblico e perdite da ricapitalizzare: uno dei record italiani assieme appunto ad Alitalia. Sempre secondo Sra Consulting con un costo del personale del 51,6%, un autentico record. Ora, di fronte alla crisi coronavirus si attende un nuovo intervento di Governo, Regione e Roma Capitale.