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Da Adr fino a Telepass, ancora tanta confusione sotto il cielo di Ponzano Veneto

Tanta confusione sotto il cielo di Ponzano Veneto. La mia impressione è che in Atlantia e Edizione la direzione per il rilancio non sia stata ancora presa con decisione. Si attendono mosse strategiche che vanno dalla vendita di un 49% di Aeroporti di Roma fino alla ripartenza dell’asta su Telepass. In realtà nulla è stato ancora fatto e, a mio avviso, è difficile dire se verranno avviate in tempi brevi. E’ un po’ la fotografia di un impero che ancora deve trovare il suo assestamento dopo la scomparsa di Gilberto e la tragedia del Ponte Morandi. Di sicuro non aiutano le tante componenti della dinastia familiare, spesso con opinioni differenti.

Guardiamo Adr. La famiglia Benetton, attraverso la holding Edizione, controlla circa il 30% di Atlantia, che a sua volta detiene il 100% di Adr. La società aeroportuale potrebbe valere intorno ai 5 miliardi di euro secondo le stime di alcuni analisti. In realtà l’operazione di cessione di una minoranza è lontano dall’iniziare. Non è stato nominato alcun advisor, né finanziario né legale. In realtà anche su questo lato esistono forti dubbi sulla tempistica: in primo luogo anche Adr è una concessione dello Stato e dati i rapporti non eccezionali in questo momento fra il Governo e l’azionista Benetton – causa la tragedia sul Ponte Morandi a Genova – resta da capire il “sentiment” dei palazzi romani nel caso Atlantia decidesse di cedere un 49% di Aeroporti di Roma facendo cassa. In secondo luogo uno tra i principali vettori dello scalo romano è Alitalia, le cui condizioni di crisi certo non rappresenterebbero il miglior biglietto da visita per un investitore che vuole entrare in minoranza. Detto questo i tempi di una cessione di una quota di Adr mi sembrano lunghi. Non bisogna poi scordare che proprio Atlantia ha già provato qualche anno fa a cedere, senza successo, una quota di Adr.

Ma un segnale della strategia ancora poco chiara di Atlantia è l’asta su Telepass. Prima partita come minoranza poi passata a maggioranza e ora messa di nuovo in stand-by. In attesa anche di capire come la concessione su Autostrade potrebbe influenzare Telepass.

La realtà, a mio avviso, è che fino a quando non finirà il braccio di ferro con il Governo dopo la tragedia del Ponte Morandi, con le minacce di revoca della concessione di Autostrade per l’Italia, è difficile che possa partire concretamente un processo di cessione di quote azionarie dei gioielli della galassia di Ponzano Veneto, la maggior parte concessioni dello Stato o collegate ad esso. Determinante potrebbe essere l’impegno della società a procedere con un piano di investimenti massiccio sulle infrastrutture. Un pacchetto che complessivamente, tra denari e nuovi interventi sulle autostrade, varrebbe sugli 1,5 miliardi di euro.

Senza dimenticare che deve ancora arrivare un capo azienda dopo l’addio di Giovanni Castellucci. Su quest’ultimo fronte c’è da dire che Castellucci, a cui è stata congelata parte della liquidazione dopo i nuovi dettagli emersi nell’indagine sul Ponte Morandi e altri ponti, è sempre stato prima della tragedia un manager assai apprezzato dagli azionisti di Atlantia, visto che ha garantito negli anni succulenti dividendi. A dimostrazione di come le cose possano cambiare da un momento all’altro. Si attendono ora due Ad, uno per le attività italiane e europee e uno per quelle più internazionali. Anche su questo fronte l’idea dei due Ad non mi sembra una carta particolarmente vincente. Quando utilizzata non ha mai funzionato particolarmente bene.