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Credito Sportivo, dai prestiti per gli stadi al salvataggio di Carige. Su richiesta del Ministero dell’Economia

Il Ministero dell’Economia velocizzerà le decisioni del Credito Sportivo su Carige? C’è da chiederselo dopo che, al termine di tre ore di esame del dossier Carige, il consiglio di amministrazione del Credito Sportivo ha deciso di aggiornarsi mantenendo la riunione aperta in attesa di riprendere i lavori probabilmente tra oggi e domani. Insomma, il board del Credito Sportivo resta aperto sine die.

E’ quanto si apprende all’indomani della riunione del consiglio di amministrazione, che aveva preso il via ieri sera alle 19, convocata per esaminare l’ipotesi di un intervento nello schema di salvataggio della Cassa di risparmio di Genova: il Credito Sportivo sarebbe interessato a sottoscrivere una parte del prestito obbligazionario Tier 2, da complessivi 200 milioni di euro, che Carige emetterebbe nell’ambito del rafforzamento patrimoniale allo studio. L’impegno prevedibile viene quantificato tra i 75 e i 100 milioni. Nessuna delibera quindi è stata al momento assunta.

L’intervento del Credito Sportivo stupisce: infatti non è nella sua strategia entrare nella manovra di salvataggio di una banca. Non lo ha mai fatto e non è nelle sue competenze. Dal 2011, per problematiche legate alla governance, l’Istituto per il Credito Sportivo è stato sottoposto ad Amministrazione Straordinaria da cui la nomina di due commissari: Paolo D’Alessio e Marcello Clarich. Quest’ultimo nell’agosto del 2014 ha rassegnato le dimissioni per assumere la presidenza della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.

Dopo oltre sei anni di commissariamento, nel marzo 2018 si è insediato il nuovo vertice: presidente Andrea Abodi, dal 2010 al 2017 capo della Lega B; direttore generale è stato nominato l’ex commissario Paolo D’Alessio. Insomma, il Credito Sportivo fa tutt’altro mestiere che partecipare a salvataggi di banche in difficoltà. L’Istituto ha impostato ad esempio progetti di credito agevolato “a tasso zero” per incentivare i Comuni a riqualificare l’impiantistica sportiva. Dal 2015 al 2017 sono stati finanziati 1332 interventi per un importo di 334 milioni. In tema di infrastrutture calcistiche ha sostenuto diversi acquisti e/o ristrutturazioni di centri tecnici, fra questi: Bogliasco (Sampdoria), Casteldebole (Bologna), Zingonia (Atalanta), Continassa J Medical (Juventus) e Bottagisio (Chievo Verona).

Certo, il Credito Sportivo ha però un piccolo tesoretto da sfruttare. E come, in tutti questi casi, malgrado con l’operazione non ci azzecchi, è stato chiamato in causa. Sarà il ministero dell’Economia, azionista di controllo, e quindi la politica a chiamarlo all’appello su Carige. Un po’ come successo con Ferrovie dello Stato su Alitalia.