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I supermercati Esselunga battono (con il rating) il debito sovrano dell’Italia

E’ la solita storia italiana. Le aziende, le belle imprese italiane che sono nate negli anni passati e ora diventate vere cash machine oppure multinazionali tricolori, hanno all’estero sempre una considerazione migliore di quella conquistata dalla politica. Succede da decenni e a maggior ragione in quest’ultimo periodo storico. E’ la grande contraddizione italiana. Gli investitori esteri amano il made in Italy, le aziende italiane e sono pronti a investire nel Belpaese. Ma è sempre il problema politico italiano a frenare i piani. E questo Governo sta facendo la sua parte.

L’ultima vicenda che dà idea dell’attuale situazione è il voto ottenuto dalle agenzie di rating internazionali da Esselunga, la creatura di Bernardo Caprotti. Lo scorso 7 novembre si è riunito il Cda del gruppo dei supermercati, oggi controllato dalla moglie e dai figli del fondatore. Nel corso del Cda è stato confermato l’impegno di proseguire nel percorso che porterà Esselunga ad essere quotabile nei tempi opportuni, qualora la controllante Supermarkets Italiani decidesse in tal senso.

Ma soprattutto il board ha registrato il giudizio migliorativo che Moody’s ha riservato a Esselunga, portando l’outlook da negativo a stabile e confermando il rating di lungo termine a Baa2 nonché il rating senior unsecured assegnato alle obbligazioni emesse per 1 miliardo. Un giudizio lusinghiero, dato l’abbassamento di un livello del rating sovrano a lungo termine dell’Italia (da Baa2 a Baa3/stabile).

Dunque, il rating a lungo termine di Esselunga è di un gradino superiore rispetto a quello del debito sovrano dell’Italia nonostante Esselunga sia una società operante solo in Italia. È da notare che nel giugno scorso anche l’altra agenzia di rating S&P aveva confermato il rating di Esselunga a BBB- con outlook stabile, cioè allo stesso livello del 2017 e dopo il recente abbassamento dell’outlook sul debito sovrano non ha ritenuto necessario prendere alcuna azione di revisione su Esselunga. La fiducia degli investitori per il re dei supermercati italiani resta dunque massima.