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Telecom Italia, la partita politica sulla rete unica. Le mosse di Vivendi per indire una nuova assemblea

E’ una partita complessa, al momento solo politica e poco finanziaria, quella che nel giro di pochi giorni si è creata su Telecom Italia. La patata bollente è infatti scoppiata, a orologeria, prima che si concretizzasse qualsiasi piano finanziario, sulla rete unica o su altro dossier. Al momento infatti non è iniziato alcun piano di scorporo e creazione di una rete unica con Open Fiber. Si attende un provvedimento del Governo che dovrebbe essere, forse, entro fine mese se tutto andrà secondo le attese. I 5 Stelle del resto lo hanno scritto nero su bianco da parecchio tempo nel loro programma: la volontà è quella di avere una rete unica controllata dallo Stato.

Dal canto suo, Amos Genish è caduto dal vertice di Telecom, dopo che da mesi si parlava di una sua sostituzione. Sono bastate alcune dichiarazioni sulla rete, in cui Genish sosteneva che il controllo della rete unica, nel caso di costituzione, doveva restare a Tim. Una motivazione presa al balzo. Il cda di Telecom lo ha revocato con decisione assunta a maggioranza e con effetto immediato. Elliott non si fidava più di lui.

In questa confusione, con la necessità di nominare un nuovo amministratore delegato a metà novembre, il progetto di una rete unica non sembra nascere con i migliori auspici. Il Governo dovrà infatti avviare il progetto di rete unica avendo un interlocutore dove i principali azionisti (cioè Vivendi ed Elliott) si stanno ormai facendo apertamente la guerra. L’obiettivo dei 5 Stelle è quello di creare una rete unica “rabbizzata”, termine gergale per utilizzare anche sulla rete di Tlc il modello Rab, cioè il regulatory asset base, lo stesso utilizzato per stabilire le tariffe autostradali. Concretamente dovrebbe essere coinvolta nel progetto solo la rete a fibra ottica.

Ma il dossier è quanto mai complicato prima ancora di nascere: la questione è infatti principalmente questa: quanto vale la rete Telecom e chi andrà a comandare dopo lo scorporo e la fusione con Open Fiber? Non semplice da definire soprattutto in questa situazione conflittuale. Inoltre nella stessa Open Fiber, l’azionista Enel vorrà avere voce in capitolo.

Ma ancor di più. Presto ci sarà un nuovo Ad in Telecom Italia. Ma fino a quanto durerà? Vivendi potrebbe decidere di indire una nuova assemblea per fare quel ribaltone che era riuscito in maggio ad Elliott. L’eventualità diventa sempre più probabile. E, questa volta, non è certo che Elliott possa avere la meglio. Nel caso dovesse vincere Vivendi si riaprirebbero i giochi e cambierebbe nuovamente il Cda. Insomma, quella della rete Telecom, politicamente evocata da più parti, resta una partita ancora in alto mare sul lato finanziario e fattuale.

L’assemblea, se convocata, potrebbe avvenire entro 40 giorni. Data l’opposizione di Vivendi alla decisione odierna e il suo supporto storico per Amos Genish, una tale mossa, in caso di successo, potrebbe teoricamente comportare il reintegro del manager come ceo.