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Bolloré in stato di fermo per corruzione. I guai africani e il tentativo di imbavagliare la stampa

Il finanziere francese Vincent Bollorè è in stato di fermo per la corruzione di funzionari pubblici stranieri in una vicenda legata a concessioni portuali
in Togo e Guinea. E’ scoppiata in modo dirompente l’inchiesta di cui molti in Francia parlavano negli ultimi tempi. Il problema africano di Vincent Bollorè, che tramite i suoi legali e un comunicato ufficiale del gruppo da lui presieduto ha smentito ogni coinvolgimento, è emerso in superficie. Alcuni media, francesi e internazionali, negli ultimi anni avevano cercato di far emergere i problemi di Bollorè in Africa. Ci avevano provato anche alcune organizzazioni non governative. E la reazione di Bolloré si era fatta sentire. Dal 2009 sono circa 20 i procedimenti per diffamazione lanciati contro giornalisti, avvocati o membri di organizzazioni non governative. Secondo William Bourdon, un avvocato e presidente di Sherpa, un’organizzazione non governativa francese citata in giudizio da Bollorè, “queste procedure giudiziarie non intendono avere successo. Ma puntano a creare un clima di intimidazione contro le organizzazioni non governative e i media, mirando a paralizzarli, proibire e dissuadere”. Negli ultimi tempi la reazione dei media si era fatta sentire. Da Radio France, a L’Ebdo e tanti altri organi di comunicazione hanno denunciato il clima di intimidazione. Formando una coalizione: “Nous ne tairons pas” noi non staremo zitti.

Secondo quanto riporta ‘Le Monde’, Vincent Bollore’ è in stato di fermo a Nanterre nel quadro dell’inchiesta su “corruzione di agenti pubblici esteri ” che riguarda le condizioni che hanno permesso al gruppo Bollore’ di ottenere nel 2010 due dei sedici terminal container che gestisce in Africa, uno a Lome’, in Togo e l’altro a Conakry, in Guinea. I magistrati sospettano i dirigenti del gruppo di avere utilizzato la filiale di comunicazione Havas per facilitare l’arrivo al potere dei dirigenti africani assicurando loro consulenze e consigli di comunicazione sotto-fatturati con l’obiettivo di ottenere poi le redditizie concessioni portuali. Altri manager del gruppo Bolore’ sono in stato di fermo – scrive inoltre ‘Le Monde’ – tra di loro il direttore generale Gilles Alix e il responsabile del polo internazionale di Havas, Jean Philippe Dorent. In particolare, Dorent si e’ occupato di una parte della campagna presidenziale della Guinea nel 2010 per conto del candidato Alpha Conde’, che era rientrato da un lungo esilio parigino durante il quale aveva stretto un legame di amicizia con l’ex-ministro del Affari esteri Bernard Kouchner e con Vincent Bollore’. In quello stesso anno, Dorent si e’ anche occupato di una parte della campagna di comunicazione del giovane presidente del Togo, Faure Gnassingbe’. Allora candidato alla sua rielezione, il figlio di Gnassingbe’ Eyadema, che era rimasto alla guida del Paese per 37 anni, e’ tuttora al potere.