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Paul Singer, founder, CEO, and co-chief investment officer for Elliott Management Corporation, attends the Skybridge Alternatives (SALT) Conference in Las Vegas, Nevada in this May 9, 2012, file photo. Billionaire New York investor Paul Singer sent a letter to dozens of other donors on October 30, 2015, declaring his support for Rubio in a major blow to the struggling campaign of former Florida Governor Jeb Bush, the newspaper said.  REUTERS/Steve Marcus/Files

Milan a Elliott: ecco perché ci sono 70 possibilità su 100 che accada

Ad oggi quante possibilità ha il Milan di finire ad Elliott e quante possibilità ha l’uomo d’affari cinese Yonghong Li di rifinanziare il debito? La domanda, ad inizio marzo, comincia ad avere una sua logica visto che mancano soltanto meno di otto mesi ad ottobre, quando Elliott attende indietro i suoi soldi (303 milioni) più 70 milioni di interessi. Ebbene, se dovessi fare una previsione darei un 70% di possibilità che il Milan finisca ad Elliott, il fondo guidato da Paul Singer (nella foto), e un 30% di chance che Mr Li (e il club) riescano nell’impresa del rifinanziamento.

Merrill Lynch sta infatti lavorando al lancio di una cartolarizzazione (fino a 300 milioni) garantita dai diritti tv, in modo da rifinanziare i debiti del Milan e avere altre risorse, e contemporaneamente la stessa banca d’affari statunitense starebbe cercando un finanziatore anche per la Rossoneri Sport, che deve 180 milioni alla stessa Elliott.

Il problema in questo caso non è tanto il rifinanziamento del club quanto quello della cassaforte lussemburghese. Mr Li ha già profuso parecchia liquidità negli ultimi mesi (da ultima la rata di aumento di capitale da 10 milioni pagata a fine febbraio) e sembra difficile che possa rimborsare anche parte dei 180 milioni di debiti di Rossoneri Sport. Bisogna quindi trovare un finanziatore, un altro investitore che possa prestare i soldi magari con l’obiettivo di diventare dopo un anno il nuovo azionista della società. Ma l’impresa pare difficile, mancano pochi mesi, l’incarico a Merrill Lynch è forse stato affidato in ritardo e per questo motivo non concederei più di un 30% di possibilità.

Quindi l’opzione favorita (con il 70%) resta l’ingresso in campo di Elliott come nuovo proprietario. Il che, per i tifosi, non sembra proprio un esito negativo visto che Elliott potrebbe gestire per un anno la società e poi rivenderla a un prezzo attorno ai 400 milioni. Elliott, del resto, è sempre più presente in Italia, come dimostra l’incursione di oggi su Telecom Italia, dove è entrata con una piccola quota del capitale.