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Retelit vola in Borsa: ipotesi F2i per creare polo italiano delle telecomunicazioni

Piazza Affari scommette sul riassetto di Retelit. Da inizio dicembre il titolo ha recuperato oltre il 30% e anche oggi il titolo balza di oltre il 3% a 1,78 euro, aggiornando i massimi dal 2007: segno che il mercato vede un possibile rimescolamento delle carte, anche a livello azionario, in uno dei principali operatori italiani di servizi dati e infrastrutture nelle telecomunicazioni. Cambiamenti rilevanti, che – secondo quanto risulta a Radiocor – potrebbe avvenire anche prima dell’assemblea dei soci fissata per il prossimo 27 aprile, chiamata ad approvare il bilancio 2017 e a nominare il nuovo cda.
Lo scenario, al momento, è ancora molto fluido ma che la temperatura stia salendo attorno a Retelit è testimoniato anche dal recente ingresso da parte del fondo d’investimento tedesco Axxion, che a fine dicembre deteneva il 5,678% del capitale. Una partecipazione che, secondo gli esperti del settore, potrebbe avere anche una valenza strategica in vista dell’assemblea di fine aprile. Non solo: il turnaround, iniziato nel 2015, inizia a dare i primi, evidenti frutti su utili e marginalità, tanto che la società (che oggi vanta una fibra ottica di proprietà sviluppata per oltre 10mila km) sarebbe entrata nel radar di alcuni investitori internazionali del settore. Per il possibile riassetto c’è poi un’ipotesi di lavoro, tutta italiana, che potrebbe dare vita al terzo operatore tlc del Paese dopo Telecom Italia e Vodafone con un valore potenziale di Borsa superiore a mezzo miliardo di euro. A giocare un ruolo di primo piano potrebbe essere 2i Fiber, società specializzata nelle tlc e controllata all’80% da F2i e al 20% dal fondo europeo Marguerite.