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Bce: più accantonamenti sugli Npl. E il mercato guarda all’aumento del Creval da 500 milioni

Il 2018 potrebbe essere un anno di altri aumenti di capitale per le banche italiane? Il mercato se lo chiede dopo le linee guida sulla politica di accantonamenti sugli Npl pubblicate dalla Bce che hanno accresciuto i rischi sul settore. Il focus va in particolare su alcune banche regionali italiane per le quali è lecito attendersi in previsione un aumento di capitale. Secondo gli analisti, secondo quanto indicato da Reuters, le nuove regole potrebbero richiedere accantonamenti più elevati sulle nuove esposizioni non performing e l‘effetto sarebbe più penalizzante in Italia vista la mole di Npl e la maggiore lentezza delle procedure concorsuali rispetto ad altri paesi europei. Nonostante le nuove indicazioni poste in consultazione dalla Bce non siano vincolanti e riguardino solo i nuovi crediti dubbi generati a partire dal 1 gennaio 2018, il mercato si attende che gli obiettivi fissati nelle linee guida debbano di fatto essere raggiunti e che le stesse aspettative della banca centrale possano estendersi anche allo stock esistente. Di fatto saranno penalizzate le banche regionali con il più basso livello di asset quality/capitale. Ad esempio ai primi di ottobre gli analisti di Intermonte hanno ridotto la raccomandazione sul titolo Creval a “neutral” non escludendo la possibilità di un aumento di capitale appunto in relazione alle indicazioni più stringenti della Bce sugli accantonamenti a fronte di crediti deteriorati. Del resto, proprio oggi, come anticipato dal Sole 24 Ore, è previsto un consiglio di amministrazione che prevederebbe un aumento di capitale tra 400 e 500 milioni di euro.