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Derby finanziario Inter-Milan: Zhang Jindong stringe i cordoni della borsa, Mr Li (atteso al mini-aumento) cerca soci

Inter-Milan, il derby della Madonnina è anche il derby finanziario tra due proprietà cinesi. Da una parte Zhang Jindong del gruppo Suning, uno dei retailer dell’elettronica più potenti al mondo. Dall’altra Yonghong Li, uomo d’affari quasi sconosciuto in patria (non è presente nei 2mila imprenditori più ricchi di Cina) ma capace di orchestrare un’acquisizione da 700 milioni di euro del Milan nello scorso aprile e di mettere in piedi una campagna acquisti faraonica da 200 milioni di euro. Chiariamolo: sia i cinesi dell’Inter sia quelli del Milan in questo momento hanno i loro guai.

Prendiamo l’Inter. Zhang Jindong i soldi li ha: suoi e non a prestito. Ma ha deciso d’accordo con la famiglia di avviare un rigoroso controllo dei costi. Strutture snelle, pochi manager, attenzione al monte ingaggi, nessun acquisto faraonico. La decisione sarebbe stata presa nell’estate scorsa. E non ha avuto un peso soltanto il governo di Pechino, che ha chiesto alle sue multinazionali di essere oculate negli investimenti all’estero. Zhang Jindong ha infatti comprato l’Inter per avere accesso con il gruppo Suning sui mercati europei. Il calcio apre le porte ed è un formidabile strumento di marketing per le aziende. Ma fino a un certo punto: Zhang Jindong ha capito di non poter strafare per non uscire troppo in perdita dall’investimento. Gli investimenti per i calciatori sono stati pari in estate a 83 milioni di euro con stipendi complessivi per circa 94 milioni. Il bilancio d’esercizio al 30 giugno 2017 si è chiuso ancora in rosso, seppur in netta diminuzione rispetto all’esercizio 2016: con una perdita di circa 24 milioni di euro, in miglioramento di circa 35 milioni rispetto al bilancio 2016 (che si era chiuso, a livello consolidato, con un rosso di 59 milioni). Secondo quanto indicato da Calcio e Finanza, nel corso del primo esercizio dell’era Suning, il valore della produzione è cresciuto di circa il 33% rispetto al 2016: considerando i 241,4 milioni di fatturato nello scorso esercizio (plusvalenze comprese), i ricavi dell’Inter nel corso del 2017 dovrebbero raggiungere circa i 320 milioni di euro. Sul fronte debiti, dal bilancio dell’Inter al 30 giugno 2016 emerge che l’esposizione con le banche ammonta a 210 milioni. Prevede il pagamento di 15 rate trimestrali da 3 milioni per un totale di 45 milioni, più una rata finale da 184 milioni da saldare entro il 30 giugno 2019. Ma dovrà essere aperto un contratto di finanziamento da 300 milioni con un’altra banca rispetto a Goldman sachs.

Ma veniamo al Milan. Il problema del club rossonero non sono tanto i soldi, visto che Yonghong Li ne ha spesi tantissimi, ma come restituire quei soldi. Intanto in ottobre sarebbe prevista un’altra tranche da circa 10 milioni di euro, parte dell’aumento di capitale previsto per il 2017. Una decina di milioni di euro non sembrano un problema per Yonghong Li. Ma, si diceva, il vero problema restano i soldi da restituire il prossimo anno quando andranno a coincidere una serie di fatti cruciali per le sorti non tanto del Milan, quanto del futuro di Mr Li alla guida del club. Si tratta di una sorta di tempesta perfetta che avrà il suo culmine nell’ottobre del prossimo anno: quando dovranno essere restituiti 305 milioni di euro al fondo americano Elliott (180 milioni dalla Rossoneri Sport e il resto dal Milan) a cui vanno aggiunti interessi attorno al 10% da restituire in un’unica rata. Ma non è tutto: nel 2018 dovranno essere pagate le rate ulteriori per l’acquisto dei giocatori dell’ultima campagna acquisti (dove si è utilizzata la caparra da 50 milioni) e in più sul bilancio andrà a ripercuotersi l’aumento degli ingaggi. Gli stipendi del Milan, della rosa della prima squadra, saranno tra i 110 e i 120 milioni. Insomma, nel 2018 sarà richiesta una montagna di soldi, che si può prevedere attorno ai 400 milioni di euro. Dove li troverà Yonghong Li? Il lavoro procede ora su due fronti. Da una parte il rifinanziamento del debito di Elliott (con Goldman Sachs e Merrill Lynch) e dall’altra la ricerca di co-investitori. Tanto che in Asia circola un dossier Milan per la vendita di una minoranza attorno al 25%. Il problema è che sembra assai difficile che qualcuno investa in una minoranza del club rossonero a un super prezzo. Quindi? Negli ambienti finanziari c’è chi scommette che nel 2018 ci sarà un nuovo proprietario per il Milan. Nel frattempo deve essere ancora approvato il bilancio del primo semestre della nuova stagione dopo che l’ultimo bilancio dell’era Berlusconi si era chiuso con un rosso di 75 milioni di euro.