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Testa a testa Warburg-Attestor per Bim: ipotesi spezzatino con vendita degli immobili

Arrivano le offerte per Banca Intermobiliare. E, secondo i rumors, potrebbe essere un testa a testa tra due fondi: Warburg Pincus, affiancato da Rotschild e Bofa Merrill Lynch, e Attestor, assistito dai banker di Vitale & Co. Alla scadenza di ieri sarebbero arrivate infatti quattro offerte sul tavolo dell’advisor Lazard e dei commissari: quelle di Warburg Pincus, Attestor, Jc Flowers e Barents Re, ma le prime due sarebbero favorite rispetto alle altre.
Il nodo resta quello della valutazione dell’istituto guidato da Giorgio Girelli. I commissari, tramite la procedura di liquidazione, devono cedere circa il 71% della società in mano a Quaestio Sgr tramite il fondo Atlante. In più i commissari hanno in pegno il 9% di Pietro D’Aguì, ex amministratore delegato dell’istituto.Per la quota restante sarà necessario effettuare l’Opa. Il valore d’impresa su cui si basano le offerte, secondo le indiscrezioni, si aggira tra i 100 e i 150 milioni di euro. Quindi al di sotto del valore di Borsa, che è attorno ai 175 milioni di euro.
A incidere sulla valutazione è la mole di Npl in pancia a Bim: circa 550 milioni dei quali 400 milioni di sofferenze e 150 milioni di incagli (unlikely to pay). Il potenziale acquirente dovrà infatti aumentare la copertura sulle sofferenze (attualmente poco sopra il 50%), risorse che vanno a ridurre dunque la valutazione.
Non è un caso che ieri le azioni di Banca Intermobiliare abbiano avuto un vero e proprio scivolone a Piazza Affari. Il titolo ha ceduto il 9,42% a 1,125 euro, riducendo la capitalizzazione a 175,7 milioni di euro.
C’è da dire che la società ha anche in pancia circa una novantina di milioni di euro di asset immobiliari, che potrebbero essere ceduti dai futuri compratori. In effetti, da quello che emerge dalle indiscrezioni, il piano allo studio dei potenziali compratori potrebbe essere proprio quello di uno spezzatino delle attività: mantenendo la piattaforma di private banking, cedendo gli immobili e, infine, vendendo il portafoglio di sofferenze di tipo corporate. Non è un caso che sull’operazione siano attivi fondi specializzati non soltanto sul settore bancario ma anche su situazioni di turnaround.
Resta da capire quali saranno ora i tempi dei commissari per prendere una decisione dopo il ricevimento delle offerte. Bankitalia e Bce dovranno dare il via libera. Il Cda è invece assistito da Deutsche Bank per valutare l’Opa successiva. In ogni caso la cessione dovrebbe essere conclusa formalmente entro fine anno.