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Milan, ecco il motivo del ritardo sulle fideiussioni su Bonucci e Biglia: il bond viennese come alternativa per la garanzia

Devono essere depositate entro i primi dieci giorni di agosto le fideiussioni per i due nuovi acquisti rossoneri Lucas Biglia e Leonardo Bonucci, che non fanno parte della lista Uefa per il preliminare contro il Craiova a causa della mancata deposizione delle fidejussioni. Il Milan ha fatto sapere che l’11 agosto saranno regolarmente depositate. Quindi nessun problema. In realtà, secondo quanto risulta da rumors attendibili, il problema è di tipo tecnico-finanziario. Dopo aver comprato il Milan l’uomo d’affari cinese Yonghong Li, finanziato dalle banche cinesi, ha dovuto confrontarsi anche con la realtà delle banche italiane. Fino a quando il Milan era nel perimetro di Fininvest, il club rossonero si appoggiava infatti alle banche storicamente vicine a Fininvest. Ma ora che quel cordone è stato tagliato, è venuto a mancare l’appoggio delle banche italiane, fondamentali per avere le fideiussioni. Quindi, secondo i rumors catturati in queste ore, nel caso in cui le fideiussioni (circa il 40% del valore delle transazioni su Bonucci e Biglia) non dovessero concretizzarsi, il Milan garantirà le operazioni sui due neo-acquisti con il ricavato del bond emesso a Vienna e sottoscritto da Elliott.

SU BERLUSCLOSING, IL LIBRO SUGLI ULTIMI ANNI DI TRATTATIVE, TUTTI I SEGRETI SUL PATRIMONIO DI YONGHONG LI
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Come un film di James Bond. Il passaggio del Milan al cinese Yonghong Li, arrivato dopo la trentennale epopea di Silvio Berlusconi, è ricco di misteri e segreti. Come quelli del nuovo proprietario Mr Li: di lui, anche in Cina, si conosce pochissimo. BerlusClosing, libro disponibile su Amazon, presenta in anteprima informazioni e documenti riservati sul suo patrimonio. E informazioni, tradotte da alcuni giornali cinesi, sul suo passato contraddittorio, come un caso di doppia identità su un’azienda cinese posseduta da Mr Li. Vicenda smentita dal diretto interessato. Fra 18 mesi l’imprenditore cinese dovrà rimborsare i suoi finanziatori, cioè il fondo americano Elliott, dei soldi prestati. Se non lo farà, sarà il gruppo americano a diventare il nuovo proprietario del Milan e a poterlo rivendere a un nuovo acquirente. E alcune leggende metropolitane indicherebbero come possibile un ritorno al passato: cioè una cordata capitanata dall’ex-amministratore delegato Adriano Galliani potrebbe farsi avanti. Leggende metropolitane a parte, le vicende del club rossonero, la squadra più titolata al mondo, resteranno per tanto tempo sotto i prossimi riflettori della cronaca. Si tratta di un film, per alcuni versi giallo, che riserverà ancora delle sorprese, dopo gli ultimi tre anni di trattative di cui BerlusClosing racconterà nel dettaglio i retroscena. Sul dossier Milan si sono catapultati i personaggi più strani: dall’avvento di Mr Bee e dei suoi “pittoreschi” advisor, fino all’arrivo sulla scena di un presunto emiro arabo (svanito senza pagare il conto dell’albergo), per arrivare a una principessa thailandese e alla cosiddetta dama cinese. E’ infine stato il momento dell’americano Sal Galatioto e, per ultimo, ha giocato il poker vincente il cinese Yonghong Li, che ha calato i 520 milioni necessari a convincere Fininvest, anche se con grandi difficoltà a reperire i soldi. E proprio sui soldi sono puntati i riflettori: con tutte le leggende metropolitane degli ultimi anni, compresa una strana inchiesta della Procura di Milano sulla società di uno degli advisor di Mr Bee, leggende che hanno costretto l’avvocato di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini a portare al Tribunale di Milano la documentazione sulla provenienza della liquidità di Yonghong Li per eliminare ogni dubbio sulla tracciabilità del denaro.