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2009_08_17_13_57_26

Le acque della Valle d’Aosta verso Piazza Affari con Mediobanca e Credit Suisse

Il gruppo Compagnia Valdostana delle Acque, attualmente di proprietà al 100% della Regione Valle d’Aosta, procede verso Piazza Affari con uno sbarco che potrebbe essere previsto anche entro fine anno. Ovviamente il condizionale è d’obbligo: i nuovi vertici regionali nominati a marzo, con la giunta presieduta da Pierluigi Marquis, dovranno dare il via libera definitivo all’operazione come era stato fatto dal predecessoreAugusto Rollandin, leader storico dell’Union valdotaine.
Il processo sarebbe entrato nel vivo, dal punto di vista finanziario, nelle ultime settimane con la scelta delle banche d’affari che porteranno l’utility a Piazza Affari: cioè, secondo le indiscrezioni, Mediobanca e Credit Suisse. Presto, dunque, le acque valdostane potrebbero sbarcare in Borsa. Attualmente, la proprietà è appunto per il 100 per cento in mano alla Regione che controlla le azioni attraverso la finanziaria Finaosta.
Nei piani solo una parte della società, che ha sede ad Aosta, dovrebbe essere quotata a Piazza Affari, mentre la quota restante resterà sotto il controllo della Regione. L’ipotesi sul tavolo è che il pacchetto azionario collocato non superi comunque il 35 per cento.
La procedura è iniziata ufficialmente nel novembre dello scorso anno, dopo che la Regione, sotto la presidenza di Augusto Rollandin, ha inserito nella legge di bilancio l’avvio delle procedure. La scelta è stata dettata da diverse valutazioni: tra queste ci sono i vantaggi che si potranno avere a livello di bilancio regionale.
È comunque da tempo che la Regione sta pensando di raccogliere i frutti della politica energetica degli ultimi anni. Influenti sulla decisione sono state anche le nuove regole imposte alle società partecipate dalla cosiddetta «Legge Madia» che ha dettato, alle aziende a controllo pubblico, criteri più stringenti da cui sono in parte esenti solo le società già quotate o in via di quotazione a Piazza Affari.
Ora bisognerà comunque vedere quale sarà la strategia del nuovo governatore Pierluigi Marquis, subentrato in marzo dopo una crisi politica della giunta. In passato non tutte le forze politiche si erano mostrate d’accordo sull’Ipo. La Regione si trova però davanti ad alcune scelte finanziarie: tra i dossier caldi sul tavolo ci sono le difficoltà finanziarie del Casinò di Saint-Vincent.Un incasso con l’Ipo delle acque valdostane potrebbe dunque essere gradito. La Cva, del resto, è una delle partecipate più redditizie della Regione Val d’Aosta: possiede 30 centrali idroelettriche, una produzione complessiva di oltre 3 mila Gwh. Il gruppo Cva, inoltre ha circa il 5,2 per cento del mercato nazionale per la produzione di energia da fonti rinnovabili ed è al quarto posto tra quelli nazionali da fonte idroelettrica. La società genera circa una cinquantina di milioni di utili ad esercizio e non ha in pratica debiti.