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Banche al lavoro su Abertis-Atlantia: ecco tutti gli advisor e il mega-consorzio da 8 miliardi

Banche al lavoro sul matrimonio tra Atlantia e Abertis. In questi giorni sono continuate le trattative per definire gli aspetti finanziari dell’operazione. Sul dossier per conto di Atlantia starebbero lavorando Credit Suisse e Mediobanca, mentre per conto degli spagnoli di Abertis ci sarebbero l’americana Citi e Az Capital, quest’ultima boutique finanziaria assai vicina storicamente alla Caixa. Proprio Citi e Az Capital hanno curato, per conto di Abertis, la cessione del portafoglio di aeroporti regionali britannici nel 2013.

L’operazione dovrebbe vedere una valorizzazione attorno ai 16 miliardi di Abertis, con una componente cash pari a circa 11 miliardi ed azioni per la restante parte. In corso ci sarebbero anche colloqui per costituire un mega-consorzio che dovrebbe fornire i prestiti per l’offerta pubblica ma anche per il rifinanziamento del debito esistente: sul tavolo ci sarebbe un mega-prestito da 8 miliardi di euro. Nel consorzio, che non è ancora stato costituito, ci dovrebbero essere le maggiori banche internazionali, spagnole e italiane: oltre a Credit Suisse, Citi e Mediobanca, che sono anche advisor, dovrebbero esserci le italiane Intesa Sanpaolo, Unicredit, ma anche Bnp Paribas-Bnl, fino a Goldman Sachs e Santander.

Nel frattempo, gli analisti hanno cominciato a fare i calcoli sui possibili effetti post-fusione. Nel caso di una valorizzazione attorno ai 16 miliardi di Abertis, secondo gli analisti di Equita ci sarebbe un deciso incremento del leverage del gruppo che salirebbe poco sotto le 5 volte rispetto alle attuali 3,4 volte a cui tratta Atlantia (4,1 volte per Abertis). Parte del cash-out sarebbe compensato dalla cessione del 15% di Autostrade per l’Italia (con le offerte vincolanti sono attese a breve) e la cessione degli asset Telecom del gruppo Abertis, cioè Cellnex e Hispasat per complessivi 2 miliardi: Cellnex, la società delle torri del gruppo spagnolo, vale infatti 1,2 miliardi di euro. Sempre secondo Equita, con questa struttura la famiglia Benetton vedrebbe ridotta la propria quota dal 30% a circa il 25% del capitale, mentre la Caixa scenderebbe dal 22% al 3.8% di Abertis. In realtà Castellucci oggi ha indicato che “anche negli scenari che prevedono un maggior esborso finanziario non è prevista la cessione di asset di Abertis importanti. Non è immaginabile un’operazione con la vendita di asset importanti”. Più ottimisti sull’indebitamento del nuovo gruppo sono gli analisti di Banca Akros. “Se Atlantia cedesse il 15% di Aspi a circa 2,5 miliardi di euro, Cellnex e Hispasat il rapporto debito netto/ebitda potrebbe essere pari a 4,5 volte. Riteniamo che la nuova leva finanziaria sia sostenibile considerando sia il basso costo di rifinanziamento per Atlantia, visto che l’ultima obbligazione aveva un costo di meno del 2%, sia la lunga durata delle sue principali concessioni: Aspi nel 2038 e Adr nel 2044”.