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Unieuro, ecco perché l’Ipo è stata ridimensionata da Rhône Capital. A influire il rischio hedge fund

Unieuro rivede l’offerta e archivia il successo dell’operazione, anche se con qualche sacrificio e fatica da parte dell’azionista, il private equity Rhône Capital. Le banche del consorzio (Mediobanca, Citigroup e Credit Suisse come global coordinator oltre che Unicredit come joint bookrunner) sono riuscite a raggiungere la meta finale prefissata: l’offerta del gruppo Unieuro è infatti arrivata a conclusione e l’azienda, attiva nella grande distribuzione informatica, è pronta ora per lo sbarco in Borsa a Piazza Affari.
Tuttavia si è reso necessario rivedere l’offerta, che è scesa dal 42,5% del capitale al 35 per cento. Inoltre è stato diminuito anche anche il prezzo definitivo che è stato fissato a quota 11 euro: quindi ben al di sotto della forchetta di prezzo compresa tra 13 e 16,5 euro. Il venditore (il private equity Rhone Capital) e coordinatori dell’offerta hanno deciso di ridimensionare il collocamento a 6,3 milioni di azioni (dagli 8,5 milioni di titoli inizialmente indicati come ammontare massimo). L’opzione greenshoe è stata concordemente adeguata a massime 636.363 azioni, pari al 10% dell’ammontare complessivo delle azioni poste in vendita. Ad esito del collocamento istituzionale, il flottante sarà pari al 31,8% del capitale sociale di Unieuro (ovvero il 35% in caso di integrale esercizio dell’opzione Greenshoe). Il pezzo di offerta è stato fissato a 11 euro per azione, sotto la forchetta inizialmente indicata fra 13 e 16,5 euro. La capitalizzazione di Borsa risulta pari a 220 milioni. L’inizio delle negoziazioni è previsto per il 4 aprile. Insomma, un finale con qualche fatica in più rispetto alle attese, spiegata però (secondo fonti vicine alla trattativa) dalla volontà di Rhône Capital di dare un azionariato più stabile a una società dove, anche se quotata, il fondo resterà azionista di riferimento. Infatti fino all’altro ieri l’offerta di Unieuro aveva visto, in prevalenza, l’adesione di hedge fund esteri disposti a pagare qualcosa di più, ma anche pronti a creare qualche rischio in più sulla stabilità futura dei corsi azionari del titolo a Piazza Affari. Di qui la decisione, presa ieri a book ormai coperto, di rivedere l’offerta, in modo da favorire l’ingresso di diversi fondi long only, cioè con strategie di investimento più durature e più stabili. Ma proprio per favorire l’ingresso di questa tipologia di investitori le banche del consorzio avrebbero deciso, d’accordo con Rhône Capital e la società, di ridurre le dimensioni dell’offerta e di accettare un pezzo più basso, cioè a 11 euro.A vendere le azioni è stata la holding IEH, controllata indirettamente al 70,5% da Rhône Capital II L.P. e partecipata da Dixons Retail (circa il 15%), dalla famiglia Silvestrini e da altri esponenti del management (con una con una partecipazione aggregata pari a circa il 14,5%).