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L’idillio Trump-Putin si rafforza in nome degli affari petroliferi in Libano

Il presunto sodalizio tra Trump e Putin trova in Libano terreno fertile. La grande alleanza tra Vladimir Putin e Donald Trump, da molti ipotizzata a cominciare dal presunto lavoro degli hacker russi nelle presidenziali Usa a svantaggio di Hillary Clinton, comincia a fare i primi affari: perché al di là dei problemi politici, delle guerre in Medio Oriente e del problema terrorismo, è sul denaro che Putin e Trump trovano il loro elemento di unione. E questa volta a cementare il sodalizio fra i due è il Libano, territorio di tante guerre ma ora ricchissimo bacino petrolifero. Dopo la sanguinosa guerra civile e dopo gli scontri tra sciiti e sunniti avvenuti agli inizi di maggio 2008, una mediazione internazionale guidata dalla diplomazia del Qatar ha permesso alle fazioni politiche locali di accordarsi per l’elezione del generale Michel Suleiman alla presidenza della repubblica e per la formazione di un governo di unità nazionale.
E in Libano oggi sono puntati gli occhi delle grandi compagnie petrolifere internazionali, dopo che il governo libanese ha deciso di mettere all’asta giacimenti petroliferi e di gas per circa 10 miliardi di dollari. In corsa ci sarebbero soprattutto, secondo quanto riporta il Vedomosti, i giganti russi Lukoil, Novatek e Rosneft. Proprio su quest’ultima sarebbero concentrati in particolare i riflettori per la cessione dei giacimenti in Libano: Rosneft, la potentissima società che con 58 miliardi di euro di capitalizzazione, è la principale blue chip della borsa di Mosca. Lo stesso Vladimir Putin aveva definito la privatizzazione del 19,5% delle azioni della Rosneft «la più grande transazione del 2016 nel mercato mondiale dell’energia» mettendovi come capo il fedele Igor Sechin.
Ma con chi potrebbe allearsi Rosneft in Libano? Ad annunciarlo è lo stesso quotidiano Vedomosti. Rosneft potrebbe allearsi per l’acquisto dello sfruttamento dei giacimenti in Libano con il colosso statunitense Exxon, cioè il colosso americano dell’energia dove guarda caso era gran capo Rex Tillerson, l’ad di ExxonMobil amico di Vladimir Putin, che Donald Trump ha nominato segretario di Stato. Da notare che, sempre secondo Vedomosti per completezza di cronaca, si potrebbero formare consorzi anche tra Lukoil e la francese Total, come pure tra Novatek e l’italiana Eni. Insomma, in Libano in nome di un affare da 10 miliardi di dollari si starebbe cementando l’alleanza tra Rosneft ed Exxon con Putin, Sechin, Trump e Tillerson come interessati spettatori. E guarda caso il Libano, a due passi da Damasco e dalla Siria, non è tra i Paesi inclusi nella black list di Trump.