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Intesa-Sanpaolo

Sette offerte per la Allfunds di Intesa Sanpaolo: range tra 1,7 e 1,8 miliardi

Arrivano sul tavolo degli azionisti Intesa Sanpaolo e Santander le offerte per Allfunds, la piattaforma per i fondi comuni posseduta in joint venture dalla banca italiana e da quella iberica.
Secondo le indiscrezioni sarebbero giunte sul tavolo degli advisor Morgan Stanley e Bofa Merrill Lynch ben sette offerte non vincolanti.
In campo sarebbero scesi esclusivamente soggetti finanziari, anche se provenienti da ogni angolo del mondo: dal Regno Unito, dall’Asia e dagli Stati Uniti.
A dimostrare il grande interesse per l’asset di Intesa Sanpaolo e Santander ci sarebbe infatti l’offerta della mega-cordata formata da Bain Capital, Advent e dal fondo sovrano di Singapore Temasek, ma anche la proposta del consorzio formato dal fondo Helmann&Friedman e Gic, altro braccio sovrano sempre di Singapore.
In aggiunta ci sarebbero cinque offerte di soggetti singoli: cioè Apax, Permira, Cinven, Cvc più un gruppo finanziario cinese.
Allfunds verrebbe valutata oltre 16 volte l’Ebitda di 107 milioni nel 2015, cioè tra 1,7 e 1,8 miliardi miliardi di euro. Ora l’obiettivo di Santander e Intesa Sanpaolo, i cui consigli valuteranno le offerte non vincolanti nei prossimi giorni, è quello di arrivare a definire una «short list», cioè una lista ristretta di soggetti che verranno ammessi alla fase due, cioè quella propedeutica alle offerte vincolanti di marzo.
L’operazione di vendita, se tutto andrà secondo le attese, potrebbe essere chiusa entro l’estate, con un’importante plusvalenza sia per Intesa Sanpaolo sia per Santander.
Del resto, Allfunds è una piattaforma di grande interesse per un investitore finanziario. Nata nel 2000 con lo scopo di aiutare le principali società finanziarie mondiali ad accedere al mercato ad architettura gestionale aperta dei fondi di investimento, Allfunds ha circa 200 miliardi di asset under management.
Nel 2003 Sanpaolo Imi aveva acquistato il 50% della società portato poi in dote ai tempi della fusione con Intesa. Oggi l’assetto è rimasto quello di allora. L’alleanza italo-spagnola genera un utile netto consolidato che lo scorso anno ha superato i 68,9 milioni, a fronte dei 46,3 del 2014.
Il gruppo spagnolo Santander, invece, possiede la propria partecipazione tramite la sua società di asset management, dove sono in minoranza i fondi Warburg Pincus e General Atlantic.