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Mps, Qatar sempre più lontano: burden sharing più probabile

Si starebbe allontanando sempre più l’intervento di Qia, fondo del Qatar, su Mps. Secondo indiscrezioni ormai, con la caduta del premier Matteo Renzi, sarebbe venuta meno l’alleanza con il governo italiano in carica che era alla base dell’ingresso dell’investitore di Doha con un miliardo nella ricapitalizzazione. Il Qatar, secondo le attese, avrebbe dovuto firmare ieri un pre-accordo, ma la firma non c’è stata e sembrerebbe che a Doha avrebbero preso la decisione di non portare il dossier al comitato investimenti. Senza l’ingresso del Qatar, anche se esiste ancora qualche flebile speranza, crollerebbe tutta l’impalcatura dell’operazione e si avvicina sempre di più l’opzione di una ricapitalizzazione precauzionale della banca con burden sharing (azzeramento delle azioni e delle obbligazioni subordinate). In questo caso il Tesoro prenderebbe il controllo di Siena.

  • Paolo |

    Leggo in qualche articolo che il “burden sharing” andrebbe a colpire gli attuali azionisti e le obbligazioni subordinate in mano agli istituzionali. Esiste una norma a salvaguardia degli obbligazionisti retail? In più mi chiedo: come è possibile “azzerare” i titoli Lower Tier II in mano ad alcuni fondi e non “azzerare” il titolo Upper Tier II, quindi più rischioso, in mano alle famiglie italiane? L’Upper Tier II è più rischioso, più vicino ad essere capitale: i fondi potrebbero aver investito considerando che i loro LT2 fossero antergati rispetto all’UT2 in mano al retail…

  • Sergio |

    Sinceramente rimango allibito dal fatto che si possa far fallire in via precauzionale una banca o una società, quando questa di fatto non lo è; le politiche bancarie intraprese dalla UE sono incomprensibili e squilibrate, alcuni paesi, vedi Germania, può permettersi di fare e disfare quello che vuole, altri come l’Italia è costretta a subire di tutto e di più. Il cittadino Europeo penso che, almeno così è per me, voleva un’Europa forte ed unitaria, così da poter avere voce in capitolo sulle questioni mondiali, ed ottenere quel rispetto che singolarmente le singole piccole nazioni europee non possono avere. Rimango inoltre stupefatto, dal fatto che le altre grandi banche nazionali ed europee, non si pongano il problema che il fallimento di una banca delle dimensioni della MPS, non comporti anche per loro grossi problemi, tipo disinvestimenti nel settore bancario e dirottamento delle liquidità dai conti correnti in posti o attività più garantite.

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