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I cinesi puntano al controllo del Forte Village

I cinesi mettono nel mirino il Forte Village. Sembra sul tavolo di qualche grande gruppo asiatico il dossier per la vendita di quello che è stato votato come il miglior resort al mondo. Il teaser stilato dalla banca d’affari Morgan Stanley (titolato “one of a kind word’s leading resort in Italy with superior performance”) sta circolando ormai da giugno tra fondi sovrani e colossi finanziari del Far East e prevederebbe la cessione della struttura che, a fine 2016, generera’ circa 72 milioni di euro di giro d’affari. Malgrado le smentite dell’estate scorsa a una cessione della maggioranza (a favore della ricerca di un socio di minoranza) dalla documentazione che Il Sole 24 Ore e’ riuscito ad avere, risulterebbe senza ombra di dubbio la ricerca di un compratore interessato a rilevare il controllo del Forte Village. Ad avere indicato la strada della vendita sono stati i fratelli ceceni Musa e Mavlit Bazhaev, imprenditori dell’oil&gas e vicini al presidente russo Vladimir Putin. I due fratelli ceceni sono proprietari del Forte Village di Santa Margherita di Pula (Cagliari) dal settembre 2014 quando hanno messo sul piatto circa 310 milioni: cioe’ 100 milioni per la societa’ di gestione, 180 milioni per l’acquisto della proprieta’ da Idea Fimit (la Sgr che deteneva la struttura tramite alcuni fondi) e altri 30 milioni per gli investimenti volti allo sviluppo della struttura. Il prezzo richiesto e’ elevato: circa 500 milioni di euro solo due anni dopo l’acquisto. Oggi il Forte Village, dalla documentazione visionata, genera 72 milioni di giro d’affari (dati 2016) rispetto ai 70 milioni del 2015 e ai 63 milioni del 2011. L’evoluzione dell’Ebitda vede una crescita (Cagr) del 2 per cento tra il 2011 e il 2015: quindi dai 24 milioni del 2011 ai 26 milioni del 2015 fino ai 28 milioni del 2016. L’ebitda margin e’ fissato a circa il 39 per cento. I debiti finanziari sono a circa 200 milioni di euro.
Nel 2015 le camere vendute sono state 79.730, delle quali il 40 per cento per conferenze e la parte restante per vacanze. Proprio le camere vendute (in una struttura collocata su 47 ettari, con otto alberghi, 750 camere e 33 suite, oltre a 20 ristoranti e 16 bar) sono la fonte maggiore di ricavi (62 per cento) rispetto al 24 per cento generato dai ristoranti e al 14 per cento delle altre voci. Da notare che nel dossier e’ evidenziato nella parte finale che proprio Morgan Stanley e’ esclusivo advisor di Quarmine Limited (la holding che possiede il 100 per cento del Forte Village) per la vendita di parte o dell’intero controllo della struttura.