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Milan, a breve il closing. Ma il mistero sugli investitori resta a pochi giorni dalla chiusura

Pochi giorni alla chiusura dell’operazione d’ingresso della cordata cinese nel Milan, che dovrebbe essere presumibilmente a metà di settimana prossima. Ma devo essere sincero: dato per scontato che l’operazione, tranne sorprese dell’ultima ora, si chiuderà, resta la mia sorpresa per le modalità della vicenda. Cioè: a pochi giorni dal deal, nessuno (tranne i diretti interessati) è a conoscenza chi ci metterà i soldi. Credo che sia la prima volta che succede in una trattativa su una società di calcio e, più in generale, anche nel mondo delle società quotate alla fine la verità e i protagonisti emergono. Nell’operazione Inter, l’interesse di Suning è emerso fin dall’inizio con mega-conferenza stampa annessa. Con il Psg il Qatar si è fatto avanti pubblicamente prima di acquistarlo. Qui niente: il segreto più assoluto, neanche fosse un segreto di Stato. Sono d’accordo sulla confidenzialità dell’operazione. E’ necessario che ci sia, soprattutto quando chi vende (Silvio Berlusconi) un giorno sì e un giorno no, cambia idea. Ma in questo caso tutto sembra definito e mancano pochi giorni alla chiusura e non credo che per alcuni gruppi statali cinesi (benché quotati) sia un grande problema emergere come nuovi proprietari dei rossoneri. Anzi, dal punto di vista pubblicitario l’effetto positivo sarebbe enorme. Al contrario in quest’operazione tutti i soggetti asiatici tirati in ballo si affrettano a smentire: ha smentito Richard Li, ha smentito Evergrande, che sembrano i nomi più papabili. Unico soggetto che ha il diritto di parlare è l’americano Sal Galatioto, l’advisor che segue la cordata cinese. Insomma, il paradosso del Milan di Silvio Berlusconi è che da quasi due anni tratta la cessione (prima con Mr Bee e ora con Sal Galatioto) e nessuno sa chi ci metterà i soldi. Tuttavia c’è una differenza tra la trattativa con Bee e quest’ultima: l’advisor (Galatioto e Nicholas Gancikoff, che dovrebbe diventare Ad) sono seri e conosciuti (non come Mr Bee che arrivava dal nulla) e i numeri che circolano (maggioranza e valutazione con i debiti di 750 milioni) sono realistici. Insomma, siamo tutti in attesa di conoscere i nomi dei protagonisti. Nei prossimi giorni sarà la volta buona?

  • Scettico |

    Ma chi si presenta a firmare il contratto in quel di Milano? E i requisiti di solidità richiesti dalla FIGC come li dimostrano se non si sa neppure chi sono?

  • Simone |

    Gentile Festa,

    mi trovo d’accordo con lei sulla necessità degli investitori di dover uscire allo scoperto. Tuttavia è necessario anche specificare che la presunta smentita di Robin Li sia difficilmente riscontrabile, tanto quanto quella di Evergrande. Infatti quest’ultima non ha smentito nulla, ma a farlo è stata la squadra di calcio di Evergrande che interrogata nel merito della vicenda ha ritenuto, chiaramente, di essere estranea a questa compravendita, essendo essenzialmente un club di calcio e non la casa madre. Per il resto la smentita di Moutai e Whampoa sembrano le uniche smentite ufficiali

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