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Brexit, referendum e Trump: un tris di eventi ad alto rischio su Piazza Affari

La seconda metà del 2016 verrà ricordata come uno dei periodi più volatili per i mercati finanziari. Non soltanto per il primato negativo di ieri, venerdì nero, con il record del rosso a oltre -12% per la Borsa milanese, sulla scia della Brexit, ma anche per quello che aspetta il mondo politico-finanziario-economico nei prossimi mesi: un tris di eventi che rendono il 2016 una discesa ad alto rischio. Oltre alla Brexit, in autunno ci saranno infatti le elezioni americane. Con la variabile “impazzita” Donald Trump che potrebbe avere la meglio su Hillary Clinton. Difficile prevedere cosa succederà alle Borse internazionali se vincerà un populista come Trump, ma per alcuni addetti ai lavori ci potrebbe essere un nuovo contraccolpo negativo come quello della Brexit, questa volta però in arrivo da Wall Street. E ci sono poi la politica italiana e il referendum costituzionale di ottobre. Secondo il Centro Studi di Confindustria, se vince il no alla riforma Boschi, l’Italia ripiomba in una nuova recessione e nel caos politico. Con il Pil giù di 4 punti percentuali nel triennio 2017-2019, 600 mila posti di lavoro in meno e un crollo di venti punti degli investimenti. Uno scenario da incubo quello tratteggiato dal Centro studi di Confindustria. Insomma, altro che Brexit.