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Panama Papers, l’ex re del private equity Simone Cimino si difende: nella scatola off-shore non sono transitati soldi

Dopo l’articolo di Insider che indicava il finanziere Simone Cimino tra i 100 italiani coinvolti nell’affaire Panama Papers, è arrivata a questa rubrica una precisazione da parte dello stesso Cimino. Come è noto il finanziere, uno dei grandi operatori del private equity nei primi anni 2000, è finito in guai giudiziari di tipo finanziario nel 2011 ed è imputato a Milano per manipolazione del mercato. Nelle carte del Panama Papers Cimino è finito sotto i riflettori per aver aperto la società off-shore Fento Private Invest Inc nel 2009. Per dovere di cronaca riportiamo la sua precisazione di seguito.

Il veicolo citato – spiega Cimino che è venuto in contatto con Insider – è il Socio Accomandatario (Gerant) di societa’ d investimento lussemburghesi con capitali in gran parte non italiani. Dal 2002 (anno di costituzione di questo veicolo) infatti eravamo diventati advisor di Natixis per investimenti di private equity in Italia (prima che si costituisse la Sgr in comune). E’ prassi nelle societa’ di investimento lussemburghesi che i Soci Accomandatari siano persone giuridiche, in modo da ridurre la responsabilita’ illimitata degli amministratori (in questo caso eravamo tre persone fisiche, due francesi ed il sottoscritto ). Tale Gerant non ha mai avuto un conto corrente (non aveva bisogno di capitali), mai percepito alcun compenso.