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Technogym si avvicina alla Borsa con una valutazione di oltre un miliardo

Technogym prepara il debutto a Piazza Affari. La società controllata da Nerio Alessandri ha infatti avviato il processo con la presentazione della domanda in Borsa Italiana. Ma, nel frattempo, la macchina organizzativa sta proseguendo anche su altri fronti. Sarebbe infatti in corso una fase di pre-marketing: incontri con possibili investitori istituzionali, soprattutto esteri, si sarebbero già tenuti nelle ultime settimane. Al lavoro sulla quotazione dell’azienda, controllata dall’imprenditore Nerio Alessandri con il 60% delle azioni, sono Goldman Sachs, Mediobanca, Jp Morgan e, come consulente dell’azionista di controllo, il banker ex-Mediobanca Maurizio Cereda. Dopo questo passo con Borsa Italiana, sarà comunque atteso anche il via libera della Consob al prospetto: l’operazione prevede la quotazione di circa il 30-40% dell’azienda romagnola. All’atto dell’Ipo, che dovrebbe concretizzarsi in maggio se tutto andrà secondo le attese, dovrebbe disinvestire buona parte della sua quota, anche se non tutto il suo 40%, il fondo Arle Capital, che è entrato in Technogym 8 anni fa investendo circa 400 milioni di euro. A influire sulla rapidità (o meno) del debutto saranno anche le condizioni dei mercati e la volatilità delle Borse. Non è un mistero che fino a qualche mese fa era in corso un dual track, cioè un doppio binario, sulla quota che Arle Capital deve vendere entro giugno in base agli accordi stabiliti con Alessandri stesso. Tanto che il dossier è già stato esaminato da grandi private equity come il fondo di Singapore Temasek e il gruppo scandinavo Eqt. In termini di valutazioni, secondo quanto indicato dal servizio di intelligence Dealreporter nei giorni scorsi, i termini di confronto potrebbero essere il gruppo finlandese Amer Sports, quello statunitense Escalade Sports (quotato sul Nasdaq), gli altri gruppi americani Vf e Wolverine Sports ma anche il gruppo giapponese Japan’s Shimano. Sempre secondo Dealreporter applicando una media dei multipli di 12,4 volte il margine operativo lordo,la valutazione d’impresa potrebbe essere attorno a 1,07 miliardi di euro basato sul Mol 2015 di 86,7 milioni di euro e un debito netto di circa 57 milioni. Tuttavia Technogym potrebbe anche guardare a multipli più elevati rispetto alle conglomerate delle attrezzature sportive, multipli quindi confrontabili a quelli del lusso italiano. Infatti Nerio Alessandri punterebbe all’Ipo della sua Technogym con una equity story paragonabile a quella dei grandi brand tricolori, insomma un Made in Italy di alta gamma a tutti gli effetti.