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Mazzette internazionali nelle Tlc: l’arresto di Lunder (ex Ceo Vimpelcom) che fa tremare il mondo delle telecomunicazioni

Una tempesta perfetta potrebbe abbattersi sulle telecomunicazioni globali. I riflettori sono infatti sull’arresto di Jo Lunder, ex Ceo di Vimpelcom, il gruppo tlc che controlla Wind in Italia. Lunder è stato stato arrestato dalla polizia norvegese in connessione con il presunto caso di tangenti versate tra il 2006 e il 2011 a una compagnia vicina a Goulnara Karimova, la figlia del presidente Uzbeko Islam Karimov, per ottenere licenze e contratti nel paese. Ora, secondo gli ultimi rumors, il manager avrebbe cominciato a collaborare con i magistrati olandesi e statunitensi, dai quali e’ partita l’inchiesta, e si prevede che dagli interrogatori di Lunder (che nel frattempo e’ stato da poco rilasciato dalla prigione in cui era stato recluso) possano emergere dettagli ulteriori rispetto alla sola indagine in Uzbekistan. Si tratta di un vero terremoto per Vimpelcom, colosso delle tlc controllato dall’operatore tlc norvegese Telenor ma soprattutto dal miliardario oligarca russo Mikhail Fridman. Gia’ negli scorsi mesi in Vimpelcom i due azionisti erano sembrati ai ferri corti, a proposito della strategia del gruppo. Al punto da far scoppiare un caso diplomatico fra Oslo e Mosca. Di recente inoltre Telenor ha reso noto di aver messo in vendita la propria partecipazione del 33% in Vimpelcom, che alle attuali quotazioni vale 2,3 miliardi di dollari: iniziativa finalizzata anche a rompere con business sottoposti a indagini per corruzione. Vimpelcom e’ un colosso globale: ha interessi in Italia, dove possiede Wind, di recente andata a nozze con 3 Italia. E il suo maggior azionista, l’oligarca russo Fridman, possiede anche il gigante degli investimenti Letter One che di recente ha presentato in Brasile un progetto per unire i due operatori mobili Oi e Tim Brasil, quest’ultima controllata di Telecom Italia.