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I gioielli di famiglia di Rcs rilanciano la galassia Fininvest con i super poli delle radio e dei libri

C’e’ un gruppo che deve vendersi tutti i gioielli di famiglia per trovare un rimedio al pesante indebitamento eredita’ di gestioni passate disinvolte. E c’e un altro gruppo, in difficoltà ma per altri motivi, che con quei gioielli di famiglia si sta salvando e rilanciando. La cessione di Rizzoli libri a Mondadori per 127,5 milioni di euro porterà alla costituzione del maggior gruppo attivo nei libri in Italia, con una quota di mercato di quasi il 40 per cento. Ma, al di la’ dell’operazione in se’ che ha grande senso industriale per il settore, propone due filosofie differenti per due dei maggiori gruppi “media” in Italia. Da una parte una filosofia di breve periodo e di sopravvivenza, dall’altra una filosofia di sviluppo e rilancio di business in difficoltà. Diciamolo chiaramente: Rcs ha dovuto cedere uno dopo l’altro i suoi gioielli (per cominciare con il palazzo di via Solferino per continuare con la chiusura o cessione di alcune sue riviste storiche e ancora con la quota nelle radio e per finire con i libri Rizzoli) per ridurre l’indebitamento “monstre” frutto della campagna iberica di qualche anno fa. Si e’ scelta la strada dei tagli a 360 gradi per venire incontro alle richieste delle banche (esposte per oltre 500 milioni). E di quegli azionisti che non hanno voluto metter mano alle proprie finanze per lanciare un nuovo aumento di capitale che avrebbe evitato qualche cessione. 
Se da una parte questa e’ stata la strategia di Rcs, dall’altra parte c’e’ un gruppo come Fininvest, holding della famiglia Berlusconi, che grazie a questi gioielli di famiglia sta risorgendo. Non si puo’ certo dire che via Paleocapa non stia mostrando coraggio nelle sue ultime strategie. In forte difficoltà con il suo business, al punto che ormai veniva vista come preda di qualche gruppo europeo interessato alle tante sue attivita’, Fininvest ha risposto con un super attivismo. Certo ha preso qualche botta in questo suo muoversi (basta pensare alla vicenda delle torri Ei Towers oppure alla telenovela ormai ridicola di Mr Bee sul Milan) ma complessivamente ha fatto scelte lungimiranti e di coraggio. Su Mediaset e’ andata allo scontro frontale con Sky andando a spendere 700 milioni per la Champions con l’obiettivo di guadagnare 500mila abbonati per Premium. E poi ha rilevato i gioielli di famiglia di Rcs, cioe’ le radio e i libri. Queste attività infatti non andavano male, anzi erano business in salute e leader in Italia. La strategia di Fininvest e’ stata geniale: creare dei super poli in Italia, l’unica filosofia vincente in settori dove ormai solo la massa critica e le sinergie può portare redditività. Cosi assieme alla famiglia Hazan ha rilevato le radio di Rcs contenute in Finelco (cioe radio Montecarlo, Virgin e Radio 105) unendole con Radio 101 di Mondadori. Da rilevare che le radio di Finelco, cioè le ex radio Rcs, sono leader in Italia per crescita di ascolti. Inoltre il settore radio e’ uno dei pochi in crescita come raccolta pubblicitaria nei “media”. Ma non e’ finita qui: il colpo da maestro e’ stato sui libri. Tutti sanno che Mondadori era in forte difficoltà: ma Fininvest si e’ inventata il “gollazzo”. Ha prima comprato da Mondadori Radio 101 per dotare la casa editrice dei mezzi finanziari necessari. Poi e’ andata a finalizzare l’acquisizione di Rizzoli da Rcs. E anche qui Fininvest e’ stata lungimirante: basandosi su studi delle banche d’affari che indicavano il consolidamento come unica soluzione per essere redditizi nell’editoria tradizionale, ha unito le librerie Mondadori con quelle Rizzoli costituendo il campione italiano. Insomma, a Fininvest e alle sue aziende del gruppo si potranno fare altre critiche, ma non certo che non abbiano una strategia di crescita. Se dunque via Paleocapa e Segrate possono ora sognare il rilancio, resta da capire cosa fara’ Rcs. Non poteva lei stessa sviluppare il valore delle radio e dei suoi libri invece di vendere tutto? Non c’erano davvero altre soluzioni? Per gli analisti l’operazione dovrebbe consentirle di rinegoziare con le banche i termini del debito ed evitare il rischio di un aumento di capitale. La strategia finanziaria, insomma, è stata realizzata con attenzione e scrupolo. Ma la strategia di crescita industriale di Rcs? C’è attesa sul mercato per il piano industriale di Rcs, preannunciato per settembre: ma il fatto che non sia stato ancora presentato, ha creato più di un interrogativo. Ora via Solferino si focalizzerà su Corriere e Gazzetta, in attesa che arrivi qualche compratore anche per le attività spagnole.
 

  • Ciccio |

    C’e’ chi sposta la sede a Amsterdam, paga le tasse a Londra, compra aziende di riassicurazione impegnandosi quasi tutto, e cercando di vendere al primo offerente e il prima possibile l’azienda di famiglia.
    Chi vive in Svizzera, ha stracciato il passaporto italiano, ma da sempre pontifica sull’Italia.
    C’e’ chi diceva che l’Italia era il paese che amava, e continua a investirci.
    Chi dei tre ha veramente a cuore questo sgangherato paese?

  • Franco Fusaro |

    Con molto pessimismo, aspetto gli sviluppi di chi pare che voglia “vederci chiaro” (Antitrust).

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