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Rhiag riprova la strada della Borsa con Apax

Sembrerebbe aver scelto di nuovo la strada della Borsa Rhiag Group, tra i maggiori distributori B2B in Europa di una vasta gamma di componenti di ricambio per autovetture, veicoli commerciali e industriali nell’aftermarket indipendente. La societa’ lombarda ha infatti richiesto il rilascio del giudizio di ammissibilità alla quotazione a Borsa Italiana e ha depositato il documento di registrazione per l’approvazione presso Consob. Non si tratta della prima volta che Rhiag prova a quotarsi. Il gruppo di Pero ci aveva gia’ provato tre anni fa, quando era ancora controllato dal fondo Alpha di Edoardo Lanzavecchia, tranne poi tirarsi indietro per le valutazioni ritenute inadeguate. In realta’, a quel tempo, per Rhiag era gia’ pronta una strada alternativa piu’ redditizia, visto che di li’ a poco la societa’ sarebbe stata venduta da Alpha ad Apax. Ora il private equity, con l’assistenza degli advisor Jp Morgan e Ubs, si sarebbe convinto di quotare Rhiag anche per le generose valutazioni nel settore delle aziende della componentistica auto, che (malgrado lo scandalo Volkswagen) continuano a quotare attorno a 10 volte l’Ebitda. A questi multipli Rhiag potrebbe valere circa un miliardo di euro.