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Milan, incontro tra Berlusconi e Bee dopo il derby. Ma il broker thai e’ a meta’ del guado

Potrebbe essere previsto martedì l’incontro tra Silvio Berlusconi e il thailandese Bee Thechaubol: si tratterebbe di una visita di cortesia, subito dopo il derby con i cugini nerazzurri dell’Inter, visita nella quale l’intermediario asiatico, che sta festeggiando il suo compleanno in Italia,  si ritroverà con Berlusconi, di ritorno dal viaggio a Mosca dall’amico Vladimir Putin. Sul tavolo c’è il passaggio del 48% delle quote del Milan a una cordata asiatica per 480 milioni, da perfezionare entro il 30 settembre prossimo. Fininvest e i consulenti di Bee starebbero lavorando in questi giorni per arrivare a un accordo e sarebbero fiduciosi del buon esito delle discussioni. Tuttavia, al di là della fiducia che trapela dalle parti, ci sono ancora parecchi punti oscuri da chiarire. L’impressione è che, a due settimane dal fischio finale, c’è stato qualche progresso, ma restano ancora diversi punti interrogativi. La struttura dell’operazione che ha studiato Mr Bee prevede che i 480 milioni vengano forniti in parte con debito e in parte tramite equity degli investitori. Sul lato equity Mr Bee avrebbe infatti trovato l’adesione di qualche investitore, scremato da una lista iniziale: tra gli addetti ai lavori c’è un po’ di scetticismo tra i nomi che circolano (alcuni a dir la verità un po’ fantasiosi come  la famiglia reale thailandese fino ad ambienti finanziari vicini al Presidente cinese), ma Mr Bee confiderebbe di riuscire a ottenere il via libera di qualcuno dei soggetti che hanno manifestato interesse. Sul lato debito il broker starebbe cercando di creare un pool (tra le banche coinvolte Citic e un gruppo di Abu Dhabi) ma anche in questo caso i board degli istituti non avrebbero ancora deliberato i finanziamenti necessari. Tra gli aspetti positivi c’è invece da dire che proprio pochi giorni fa il board di Citic ha approvato il progetto di Ipo del Milan a Hong Kong. Quindi, pur con tutte le difficoltà del caso, l’operazione pare proseguire. Anche se c’è chi prevede che l’intermediario possa non riuscire a raccogliere tutti i 480 milioni promessi a Berlusconi, ma si possa fermare a una cifra inferiore.

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