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Il Milan di B&Bee: tanto rumore per nulla. Per i 480 milioni, se arriveranno, bisognera’ aspettare fine settembre

Per gli addetti ai lavori del mondo finanziario e’ un’operazione strana, poco comprensibile. Per altri potrebbe spiegarsi soltanto con un progetto di super-quotazione alle spalle e con l’appoggio del governo cinese. Di sicuro, la vicenda Bee-Berlusconi che dovrebbe portare a fine settembre al riassetto azionario del Milan ha molti aspetti curiosi. Mi e’ bastato fare alcune telefonate in questo week-end per capirlo. So di parlare ancora contro-corrente, ma curiosa e’ finora non solo la sequenza di eventi che dovrebbero portare al riassetto (che peraltro non ha ancora avuto luogo) ma anche l’atteggiamento dei media sull’operazione. Mi spieghero’ prima su quest’ultimo punto per arrivare poi al resto. Oggi su quasi tutti i giornali (e gli stessi tg) si parla di un evento societario rivoluzionario per il Milan: “l’accordo tra Berlusconi e Bee apre una nuova era” titolano molti quotidiani. In realta’, malgrado quello che viene detto con frasi ad effetto, nulla e’ cambiato rispetto a 6 mesi fa. Si, Bee e’ tornato a Milano e ha firmato una sorta di preliminare, dal quale pero’ sarebbe stata tolta anche ogni penale nel caso Berlusconi o Bee decidessero di tornare sui propri passi. Le penali sarebbero state tolte perche’ fra l’ex-premier e il broker thailandese (che si sono visti in tutto 3-4 volte) e’ nata da subito una fiducia reciproca e un grande feeling. Per il resto il contratto reale, con il passaggio del 48 per cento delle azioni alla cordata Bee per 480 milioni, non e’ ancora avvenuto. Cosi’, malgrado i 6 mesi di trattative, non si e’ ancora arrivati a un risultato concreto, che poi ci sara’ soltanto quando arriveranno i soldi (cioe’ 480 milioni) nelle casse di Fininvest e, a cascata, forse al Milan per la campagna acquisti. Saro’ piu’ chiaro. E’ possibile che investitori pieni di soldi (visto anche l’interesse dei cinesi per il calcio italiano) si possano interessare al Milan. Ma quello che e’ assurdo e’ come sta avvenendo l’operazione. Vediamo i fatti. 1) malgrado 6 mesi di trattative non e’ stato raggiunto alcun accordo, tranne un preliminare senza penali. E’ come fare un preliminare sulla casa da acquistare senza alcuna penale. Puoi tirarti indietro in ogni momento. E anche se gli avvocati volessero rivalersi su Mr Bee, nel caso in cui il contratto non venisse rispettato pur senza penali, non sarebbe affatto semplice avviare una causa legale fino in Thailandia. 2) non si sa ancora, neppure in questo nuovo giro di trattative tra Arcore e la Costa Smeralda, chi sono gli investitori che danno i soldi a Bee, che di suo ci mette poco o nulla. 3) si parla della banca cinese Citic, un colosso posseduto dal governo di Pechino. Ma mi chiedo io: se il governo di Pechino voleva comprare il Milan non avrebbe mandato una sua delegazione a Milano invece che affidarsi a un broker thailandese? Inoltre tutti, in ambito finanziario, sanno che qualsiasi operazione di societa’ o banche cinesi all’estero deve avere l’autorizzazione non solo del governo centrale di Pechino ma anche delle authority locali della Grande Muraglia. Nel caso del Milan sono state avviate le procedure per le autorizzazioni? 4) facciamo pure che il Milan valga 480 milioni per il 48 per cento. Una cifra folle, ma puo’ starci che qualche riccone asiatico scommetta una cifra del genere sul Milan. Tuttavia si parla di una quotazione possibile proprio per far rientrare gli investitori dai soldi spesi: ebbene, dubito che il Milan possa quotarsi in qualche Borsa asiatica a breve e dubito soprattutto che in una Borsa (anche quella di Hong Kong) possa valere quanto e’ stata valutata ora. Cioe’ un miliardo di euro. 5) l’operazione, complessa per architettura finanziaria, non ha avuto advisor finanziari. Cioe’ vorrei spiegarmi meglio: non sono stati coinvolti ne’ da un lato ne’ dall’altro consulenti bancari noti. Elenco i consulenti finanziari (senza soffermarmi sui legali che dovranno occuparsi di stendere i contratti) indicati finora: Licia Ronzulli, ex-infermiera, europarlamentare di Forza Italia, politicamente vicina a Berlusconi. Gerardo Segat di T&F Tax and Finance, societa’ di Lugano che si occupa di aspetti fiscali, fiduciarie e trust. Infine, Edmond DeRothschild, gestore di patrimoni di super-ricchi che gli affidano i loro soldi per amministrarli spesso in qualche paradiso fiscale, in questo caso coinvolto tramite la sede parigina. 6) perche’ chiudere l’operazione al 30 settembre, cioe’ a campionato gia’ iniziato, quando i soldi per la campagna acquisti del Milan erano necessari adesso per rafforzare la squadra ancora con qualche innesto? 7) sui giornali, malgrado i toni trionfalistici, nessuno si e’ mai chiesto da dove arrivano i soldi di Mr Bee. E la domanda e’ proprio questa. Se vuoi scoprire la verita’, segui i soldi. E’ infatti possibilissimo che qualcuno (un magnate asiatico, il governo di Pechino o altri) voglia comprare il Milan. Basta dire chiaramente chi sono i finanziatori. Non e’ invece possibile che per un club come il Milan, con milioni di tifosi in Italia e nel mondo, non sia chiaro chi ci mette davvero i soldi, insomma chi e’ l’azionista reale e non solo di facciata. Soprattutto in vista di una possibile Ipo in Borsa, quando il ruolo degli azionisti deve essere trasparente.

  • diego Marillo |

    Ottimo articolo … tutte domande calzanti di una operazione che non ha ne capo ne coda.

    è evidente che Bee sta comprando tempo per fare “Shopping Around” nella speranza di trovare qualcuno che gli dia i soldi.

    Come dice lei, se ci fosse veramente qualcuno che mette una cifra tale (€480m sono tanti), avrebbe bisogno di farlo attraverso Mr. Bee??? Generalmente la gente investe nel calcio per farsi vedere non per nascondersi dietro un broker senza track record.

    Tutto questo comunque è a sfavore dei poveri tifosi a cui stanno raccontando tante barzellette e tra poco si troveranno senza i soldi di Bee (che è improbabile che arrivino secondo me) e senza stadio (altra imbarazzante storia quella della marcia indietro dell’ultimi giorni rispetto all’area di Portello)

  • Hermann Bollinger |

    Complimenti, molto ben argomentato. Sconcertante la mediocrità di molti giornali, anche blasonati, che sembrano non aver colto (o non voler cogliere) i fatti elencati da Carlo Festa.

  • Il tonto |

    Dubbi legittimi.

    Però tutta sta smania di sapere chi ci mette il grano da dove arriva?
    Considerato che, ad oggi, non c’è stata alcuna operazione finanziaria e teoricamente sarebbe sicuramente più strano se non si sapesse nulla ad operazione conclusa.
    Sembra tanto che si voglia sotto intendere altro…

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