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Milan, tre opzioni per l’Ipo nel piano di Mr Bee: Shanghai, Hong Kong e Milano

Il Milan cerca il suo futuro in Borsa. Nel giorno dell’incontro dell’intermediario thailandese Bee Thacheubol con Silvio Berlusconi ad Arcore, è sulla quotazione del club rossonero sui mercati finanziari che sono puntati i riflettori. L’operazione di Mr Bee ha infatti come fattore cruciale l’Ipo del club. In un documento riservato, che «Il Sole 24 Ore» ha avuto modo di visionare, redatto dall’advisor legale Orrick  una delle law firm più specializzate sulle Ipo nei mercati asiatici, si fa infatti una simulazione sulla possibilità che il Milan approdi alla quotazione singola su tre mercati diversi: cioè Hong Kong, Shanghai e Milano-Piazza Affari. Si prende in considerazione che il club rossonero possa anche procedere in un dual listing, cioè su una Borsa asiatica e contemporaneamente a Piazza Affari. Nel documento confidenziale redatto da Orrick  si prendono in considerazione gli aspetti regolamentari, abbastanza differenti, delle tre piazze borsistiche.  In definitiva viene sconsigliata la quotazione a Shanghai per alcuni aspetti regolamentari (come la necessità di presenza da un certo numero di anni di un investitore cinese stabile nell’azionariato) mentre si apre alla possibilità di un’Ipo nel breve periodo a Hong Kong e a Milano. Hong Kong verrebbe ritenuta la piazza preferibile per lo sbarco di un club come quello rossonero. Tuttavia anche in quest’ultimo caso ci sono dei paletti che andrebbero superati dal punto di vista legale: dalla necessità di avere un azionista di controllo stabile da almeno un anno fino ad alcune clausole di lock up. Infine viene ritenuto possibile anche lo sbarco a Piazza Affari del club. Non sembra preoccupare il bilancio del Milan, chiusosi in perdita per oltre 90 milioni di euro nel 2014.  Ci sarebbero infatti altri casi, come ad esempio quello della società Internet Banzai e dei grandi magazzini Ovs, di società che sono riuscite ad approdare senza grandi problemi in Borsa Italiana pur avendo registrato negli esercizi precedenti perdite (anche importanti) nell’ultima riga di bilancio. Infine si dovrebbe trattare di un’Opvs (offerta pubblica di vendita e sottoscrizione) in parte per rimborsare alcuni degli investitori che entreranno in questa prima fase (si è parlato della banca di Abu Dhabi Adb Securities e della cinese China Citic Bank), in parte per avere le risorse per la campagna acquisti dei nuovi giocatori che dovranno rinforzare la squadra nelle prossime stagioni. Ovviamente quello di Orrick è uno studio puramente teorico. Sarebbe stato redatto due mesi fa quando Mr Bee ha cominciato a strutturare la propria offerta per il controllo del Milan assieme agli altri consulenti legali per la parte tax e real estate di Gianni Origoni Grippo Cappelli, agli advisor per la due diligence di PricewaterhouseCoopers e ai consulenti finanziari (coinvolta la sede di Parigi) di Edmond de Rothschild, che fin dall’inizio hanno coadiuvato Mr Bee nell’offerta.  Il dossier della quotazione ad Hong Kong e forse a Milano (presentato anche agli advisor di Fininvest, Lazard Bnp Paribas e Chiomenti) dovrebbe entrare nel vivo nella fase due dell’operazione: una volta raggiunto un accordo con Silvio Berlusconi, che dovrebbe comunque restare nell’azionariato con una quota importante.