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Il mercato scommette su un rilancio nell’Opa cinese-italiana su Pirelli: ecco cosa potrebbero fare Mediobanca, Benetton e Malacalza

E ora che faranno gli azionisti di minoranza di Pirelli di fronte a un prezzo di Opa a 15 euro? La domanda è d’obbligo, in quanto molti broker ritengono il prezzo poco congruo. Per fare un esempio Credit Suisse stima il titolo Pirelli, in base al piano, oltre quota 20 euro. Ad attendere l’Opa sono Mediobanca, titolare di quasi il 4%, ma anche la famiglia Benetton (tramite Edizione) con il suo 4,6% e infine la famiglia Malacalza con il suo quasi 7 per cento. Oggi il titolo Pirelli sta superando in Borsa il tetto dei 15%, a dimostrazione che il mercato si attende un rilancio del prezzo. A quale valore è difficile dirlo, ma se i cinesi di China National Chemical (e i soci italiani raccolti attorno a Marco Tronchetti Provera) vorranno arrivare al delisting, secondo molti addetti ai lavori, sarà necessario un rilancio. L’impressione è che Mediobanca (che è anche stato nominato consulente finanziario assieme a Banca Leonardo nell’operazione per Nuove Partecipazioni, cioè la holding posseduta al 52% da Tronchetti con Acutis, Moratti, Sigieri Diaz e Alberto Pirelli come altri soci) potrebbe accettare le condizioni d’Opa mentre più in dubbio resta la posizione della Edizione dei Benetton. Ma il vero scoglio da superare resta la Malacalza Investimenti, capitanata dalla famiglia genovese che già due anni fa era arrivata ai ferri corti con Marco Tronchetti Provera, che potrebbe mettersi in una posizione di attesa assieme ad altri investitori istituzionali come Harbor International Fund e altri piccoli soci. Insomma, il delisting sembra al momento difficile da realizzare, tranne che non ci sia un rilancio sul prezzo.