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Mr Bee e il ruolo poco chiaro di Edmond De Rothschild nell’offerta sull’Ac Milan

Ma Mr Bee i soldi li ha o no? Dopo il fine settimana che ha incoronato l’uomo d’affari thailandese Bee Taechaubol come ormai prossimo a mettere sul piatto 250 milioni di euro per un 25% del Milan (con una valutazione complessiva dunque di un miliardo) tra gli addetti ai lavori della finanza milanese, molti dei quali tifosi milanisti, cominciano a emergere alcune domande, per ora senza risposta. La prima, la più gettonata, è come si possa valutare il Milan un miliardo di euro. Il club rossonero approverà infatti il bilancio al 31 dicembre 2014 con un rosso di circa 50 milioni di euro. La valutazione di un miliardo pare infatti folle ai multipli attuali dei club di calcio, a maggior ragione in Italia. Quindi? Mr Bee, che di suo non ha certo un patrimonio del genere, può essere un semplice collettore di capitali per ricchissimi asiatici che al momento non è possibile individuare. Ma la domanda che sorge spontanea è: se è così, quale è la provenienza di questi soldi? Chi si nasconde dietro? Chi è il Paperon dei Paperoni asiatico che ha un miliardo di euro da buttare dalla finestra per comprare un club la cui valutazione potrebbe essere al massimo di 300-400 milioni? Altro aspetto poco chiaro: Mr Bee, se quanto dicono le cronache è vero, si sarebbe presentato ad Arcore affiancato da una banca come Edmond De Rothschild. E qui, per qualsiasi persona ci capisca di finanza, la ricostruzione della storia scricchiola. Edmond De Rothschild non è infatti un advisor finanziario, ma un gestore di capitali di ricchi privati. Si tratta di private banking. Ma come mai un private banker, che dovrebbe far fruttare i soldi dei super ricchi, dovrebbe entrare come protagonista nel riassetto azionario del Milan? L’unica spiegazione possibile è che Mr Bee si sia accompagnato al nome di Edmond De Rothschild, magari con una fideiussione, per cercare di dimostrare a Berlusconi che i soldi li ha. Del resto, i dubbi sono abbastanza leciti. Insomma, si starà a vedere se Mr Bee riuscirà o no nella sua impresa. Per ora la comunità finanziaria gli da possibilità vicine allo zero di riuscirci. Di sicuro, negli anni d’oro del Milan, Mr Bee non sarebbe entrato nemmeno dalla porta di servizio ad Arcore. Ora, con la necessità di trovare una soluzione per Fininvest e la famiglia, qualsiasi potenziale candidato sembra trovare udienza.