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Quei 3 miliardi necessari per il 20 per cento di Telecom Italia e gli ostacoli politici ad un eventuale compratore

Tre miliardi di euro. E’ questa la cifra che potrebbe bastare per acquisire il controllo di Telecom Italia, un 20 per cento che permetterebbe all’eventuale nuovo socio di diventare l’azionista di riferimento. Questo semplice calcolo, che potrebbe fare qualsiasi analista, e’ alla base dei tanti ragionamenti di questi mesi di banche d’affari, fondi private equity e fondi sovrani che hanno esaminato il dossier dell’ex-monopolista. Ma anche di gruppi industriali che potrebbero essere invogliati dalla presenza in Brasile di Telecom. Il calcolo dei tre miliardi e’ anche alla base dei ragionamenti del manager statunitense Sol Trujillo che (anche se con poche chance) sta portando il dossier Telecom in giro tra i fondi con l’assistenza della boutique finanziaria Moelis. Quindi aumentera’ l’appeal speculativo di Telecom Italia? Possibile ma c’e’ da fare i conti con due fattori che potrebbero bloccare ogni velleita’. In primo luogo gli ostacoli politici all’operazione che dovrebbe essere gradita al Governo visto che in gioco c’e’ la rete nazionale di trasmissione delle Tlc. In secondo luogo bisognera’ vedere cosa fara’ Vivendi, che subentrando a Telefonica, diventera’ il primo azionista di Telecom Italia.