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Arriva da Londra il nocciolo duro dei soci dell’Ipo di Ovs. Lo sbarco sarà a sconto sulla britannica Next

Ovs riscalda i motori per lo sbarco a Piazza Affari con una capitalizzazione nell’ordine del miliardo. Per il gruppo della grande distribuzione i prossimi saranno giorni decisivi, visto che il via libera al prospetto dovrebbe arrivare dalla Consob tra mercoledì e giovedi. Nel frattempo, sarebbe iniziata anche la fase di marketing: ci sarebbero stati incontri con investitori istituzionali europei, in particolare inglesi. A lanciare l’operazione, dopo averci già provato alla fine dello scorso anno e dopo aver rinviato l’Ipo per le cattive condizioni dei mercati, saranno gli attuali azionisti, i fondi di private equity capitanati da Bc Partners che avevano rilevato nel 2011 il 100% del gruppo Coin, di cui Ovs faceva parte, per 930 milioni di euro. La capitalizzazione della società, che ha un fatturato di 1,136 miliardi e un Ebitda di 131,5 milioni, dovrebbe essere superiore al miliardo di euro con una raccolta in fase di Ipo che dovrebbe aggirarsi sui 400 milioni. Si tratterà infatti di una Opvs (offerta pubblica di vendita e sottoscrizione) suddivisa in 350 milioni in aumento di capitale e altri 50 milioni che incasseranno gli azionisti: cioè i soci Bc Partners (che possiede l’80,81%), Ontario Limited (con il 13,73%) e GB Holding (con il 4,58%), più uno 0,75% del management. Il flottante dovrebbe attestarsi sul 50% con l’obiettivo della riduzione dell’indebitamento del gruppo (650 milioni), derivante dall’operazione di buyout dei private equity, che la società vorrebbe portare sotto 2 volte l’Ebitda (dalle 5,5 volte del 2013). In questi ultimi giorni sarebbe stato ottenuto l’interesse di investitori inglesi ma anche americani. L’obiettivo è comunque trovare istituzionali di medio periodo e non speculativi, sulla base di uno sconto interessante. I competitor quotati ai quali si guarda per lo sbarco borsistico di Ovs sono principalmente tre: cioè i gruppi esteri Next, H&M e Inditex. Secondo le analisi del servizio Dealreporter, proprio l’inglese Next per dimensioni e posizionamento geografico (presente soltanto nel Regno Unito come Ovs è presente solo in Italia) potrebbe essere il termine di confronto più vicino per l’azienda tricolore. Next scambia a 12,4 volte il rapporto tra valore d’impresa e margine operativo lordo, mentre H&M e Inditex trattano a 17,7 volte e 20,2 volte. Secondo le indicazioni di Dealreporter Ovs potrebbe sbarcare in Borsa con uno sconto ovvio non soltanto sui colossi H&M e Inditex, che per la loro presenza internazionale hanno un modello di business diverso da Ovs, ma anche sulla stessa Next: in base a questi confronti, a seconda dello sconto più o meno generoso, l’equity value di Ovs potrebbe essere attorno a 1,1 miliardi. L’obiettivo, in definitiva, sembra attrarre gli investitori istituzionali europei con un prezzo competitivo e sulla base delle forti possibilità di crescita di Ovs sul mercato italiano, assai frammentato, e dello sviluppo nell’e-commerce: canale ad esempio utilizzato nel Regno Unito da Next. In cabina di regia nell’operazione ci sono Banca Imi, Unicredit , Goldman Sachs, Merrill Lynch e Credit Suisse insieme all’advisor Lazard.