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Riforma delle Popolari, il matrimonio più gettonato è tra Bipiemme ed Emilia. Banche d’affari in fermento

Un effetto Matteo Renzi lo ha già avuto sulla scia della riforma delle banche Popolari. Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, tutte le maggiori banche d’affari sarebbero infatti al lavoro, dopo che nell’ultimo mese sono circolate indiscrezioni sulla riforma, per studiare combinazioni tra le banche Popolari. Si tratterebbe di progetti di unione, ma anche di possibili scalate dall’estero, fino a eventuali aggregazioni tra le Popolari più solide da una parte e Carige (o Mps) dall’altra. Secondo le indiscrezioni un pacchetto legislativo sulle banche potrebbe vedere la luce domani, con il decreto Investment compact. Nelle bozze compare l’abrogazione dell’articolo 30 del Testo unico bancario, quello che disciplina i soci delle Popolari. Cancellandolo, si cancellerebbe il voto capitario, il tetto dell’1% per le partecipazioni dei singoli soci, il numero minimo di soci. Insomma, le banche Popolari diventerebbero Spa. Ovvio che in questo caso sarebbe favorito il matrimonio tra le banche Popolari stesse. E, secondo i rumors raccolti dal Sole 24 Ore, tutte le maggiori banche d’investimento starebbero lavorando a tempo pieno ormai da giorni per verificare i possibili incroci e matrimoni. Il più gettonato, ad esempio, è il matrimonio tra la Popolare dell’Emilia Romagna e la Banca Popolare di Milano. Ma non è da escludere un’unione tra Bipiemme stessa e Carige, una volta che quest’ultima avrà completato l’aumento di capitale. Tuttavia è facile che possano divampare polemiche in Parlamento: c’è chi, tra il centro destra, comincia a sospettare che la riforma voluta da Renzi sia voluta per aiutare Monte dei Paschi. Ad affermarlo è ad esempio l’esponente di Forza Italia, Maurizio Gasparri. Insomma, il mondo del credito, in aggiunta agli effetti degli stress test, potrebbe essere il motore di Piazza Affari (e non solo) nel 2015.