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La conferma di Castellucci (Atlantia) alla cessione di una minoranza di Adr e la falsa smentita di fine ottobre

Le verita’ nascoste. Quanto sono veri i comunicati delle societa’ su richiesta della Consob, a smentita o rettifica di notizie apparse sulla stampa? Era fine ottobre e Il Sole 24 Ore e questa rubrica anticipava la notizia dell’imminente processo di cessione di una minoranza di Aeroporti di Roma. A fine ottobre infatti Atlantia, dopo aver a lungo lavorato sul dossier della sua controllata con Goldman Sachs, decideva alla fine di assegnare l’incarico per la vendita di una minoranza di Adr a Lazard. Ma veniamo al punto: il 29 ottobre Atlantia, in un comunicato diffuso su richiesta della Consob sulla base delle indiscrezioni del Sole 24 Ore, spiegava al mercato che nessun processo di vendita di Adr era in corso. Ora, a distanza di neanche tre mesi, l’amministratore delegato di Atlantia Giovanni Castellucci spiega l’altro ieri in un’intervista a Repubblica che e’ in corso il processo di vendita di un 30 per cento di Adr. Quindi confermando la notizia che aveva smentito 2 mesi e mezzo prima su richiesta della Consob. Questo e’ soltanto uno dei tanti casi in cui una societa’ quotata, di fronte a insider di stampa che svelano le sue strategie, risponde con smentite alla richiesta della commissione di controllo dei mercati. Tranne poi fare dietro-front qualche tempo dopo. Un altro caso e’ stato quello di Telecom Italia, che di fronte alle indiscrezioni di settembre sempre del Sole 24 Ore, sul processo di studio in corso di un’acquisizione amichevole di Oi da parte della controllata Tim Brasil, aveva risposto alla richiesta della Consob brasiliana con una smentita. Ora a distanza di pochi mesi l’acquisizione amichevole di Oi e’ invece diventata una delle ipotesi di lavoro piu’ concrete per la societa’ di Marco Patuano, tanto che il dossier e’ stato confermato poi pubblicamente. Si potrebbe forse dire che quello delle smentite preventive e’ un vizio tipicamente italiano. All’estero tante societa’ quotate scelgono infatti una forma abbastanza standardizzata di rispondere alle indiscrezioni con un generico no-comment, sia che siano vere sia che non lo siano. Resta un fatto: un insider, soprattutto se circostanziato e verificato con diverse fonti, e’ sempre vero. E le smentite delle aziende appaiono il piu’ delle volte delle reazioni piccate alla fuga di notizie.