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Sette in data room per le attività di Eon Italia: A2a, Enel, Gdf-Suez, Erg, Sel e la cinese Shanghai Electric. Edison-Edf alla finestra

Si va verso la fase 2 nel riassetto delle attività nell’energia di Eon Italia. Sarebbero infatti sette, secondo le indiscrezioni, i player ammessi dall’advisor Goldman Sachs al data room in vista delle offerte vincolanti per la vendita di E.On Italia da parte della casa madre tedesca.
Sul mercato, secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, si fanno i nomi di diversi gruppi industriali: si parla di A2A, che ha presentato un’offerta non vincolante per le centrali idroelettriche di E.On Italia e per i clienti nel settore gas, ma anche di Enel ugualmente interessata ai clienti. L’altro ieri a Cernobbio, durante il workshop Ambrosetti, proprio l’amministratore delegato Francesco Starace ha confermato che il gruppo ha presentato una manifestazione di interesse per alcuni asset di E.On Italia. Nella partita ci sarebbe poi anche la francese Gdf-Suez che punterebbe alle attività nel settore idrico, nel solare e nell’eolico e guarderebbe pure alla base di clienti nel gas.Quanto a Edison, controllata da Edf, secondo quanto indicato da Reuters, non avrebbe presentato un’offerta vera e propria perché andrà a trattativa privata essendo interessata a tutta E.On Italia: circa 6 gigawatt di generazione, cui si aggiungono le quote nel rigassificatore Olt e del progetto del gasdotto Tap e a circa 900.000 clienti elettricità e gas. Edison non avrebbe tecnicamente presentato ancora un’offerta perché la trattativa sarebbe curata direttamente fra Parigi e la sede centrale di E.On in Germania con l’obiettivo, in caso di aggiudicazione della gara, di fondere Edison con E.On Italia. In questa prospettiva Mediobanca, secondo i rumors, starebbe lavorando sul dossier assieme ai vertici di Edison. In campo ci sarebbe poi anche un gruppo cinese, cioè Shanghai Electric Power pure interessato soltanto ad alcuni degli asset in vendita. Infine il campo dei pretendenti nel data room sarebbe completato da Erg e dalla bolzanina Sel.
Dunque ci sarebbe stata una forte scrematura, in vista del data room, tra gli oltri venti soggetti che avevano manifestato interesse nella prima fase. Nei giorni scorsi Quotidiano Energia aveva infatti scritto di una ventina di manifestazioni, fra cui anche Erg Renew, la bolzanina Sel ed Hera. Tra i fondi, interessati alle rinnovabili, c’erano invece Terra Firma, Brookfield, Capital Stage, Gore Street Capital, Kgal, il britannico Aquila, lo svizzero Gefin, gli statunitensi Energy Capital Partners e Isquared, il fondo di private equity Platina. In particolare, sarebbero dunque stati tenuti fuori dalla procedura molti dei fondi di private equity in campo inizialmente. Tutte le attività detenute da Eon in Italia omplessivamente valgono oltre 2 miliardi di euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA