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Ora Tim Brasil guarda a nuove alleanze in vista dell’asta 4G

Persa la partita di Gvt con Telefonica, sul tavolo del board di Telecom Italia resta in primo piano il dossier Sudamerica con una scaletta di priorità: prima di tutto si dovrà chiudere entro fine settembre la cessione di Telecom Argentina a Fintech, finanziaria che fa capo al miliardario messicano David Martinez Guzman.
In secondo luogo, il Cda di Telecom ha dato il via libera alla controllata Tim Brasil per partecipare all’asta per le nuove frequenze 4G, un segnale del sostegno finanziario e industriale all’operatore carioca e alla volontà di voler continuare a investire per la controllata, fugando ogni dubbio sulla possibilità di una cessione. Infine, per ultimo, ci sarebbe il piano 2 per Tim Brasil: perso il treno di Gvt, non sarebbe tramontata l’idea di provare con altre alleanze in terra brasiliana, magari sondando altri gruppi, anche se la controllata di Vivendi era sicuramente la più adatta per caratteristiche e sinergie a un matrimonio. Il tema più imminente resta comunque la cessione di Telecom Argentina. Sarebbe, secondo indiscrezioni, stato deciso di prorogare ancora per tre settimane la validità del contratto di compravendita sottoscritto il 13 novembre 2013 con Fintech, relativo alla cessione per 960 milioni di dollari dell’intera partecipazione di controllo detenuta, direttamente e indirettamente, da Telecom Italia in Telecom Argentina. È un’altra proroga rispetto a quella già decisa che aveva portato al 1° settembre la scadenza, restandone immutati termini e condizioni.  A pesare, in particolare, è il mancato via libera dell’Authority delle tlc argentine a cui è condizionata la compravendita, approvazione che tarda ad arrivare. Minore influenza avrebbe invece il default tecnico di Buenos Aires. Risolta l’operazione con Fintech, tutti gli sforzi di Patuano saranno concentrati sullo sviluppo di Tim Brasil. La società, soprattutto dopo lo sfumato matrimonio con Gvt, è un’osservata speciale del mercato brasiliano e sembra abbastanza facile prevedere che gruppi come Oi e la Claro di America Movil, per non parlare di Vodafone, saranno interessati a presentare un’offerta d’acquisto.
Ma la strategia del management di Telecom sembra chiara al riguardo. Più che una cessione, potrebbero essere preferite alleanze con altri operatori, in grado di generare valore. Uno degli appuntamenti a cui guardare è quello dell’asta per le frequenze di quarta generazione. Non è un caso che il responsabile della competitività dell’autorità per il controllo delle telecomunicazioni brasilianali ha spiegato un mese fa che gli operatori mobili che rimarrano esclusi alla prossima asta di frequenze di quarta generazione saranno maggiormente oggetto di operazioni di fusione.
Insomma, per Tim Brasil potrebbero aprirsi altre alleanze, una volta sfumato l’affare Gvt finita a Telefonica. Anche se, secondo qualche addetto ai lavori, non è così ovvio che l’operazione di Telefonica andrà in porto: il closing dovrà infatti essere nel 2015 ma dovrà passare al vaglio delle autorità antitrust brasiliane che più volte, in questi anni, hanno puntato l’indice sulla posizione dominante dell’operatore iberico sul mercato carioca.