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Dal Qatar e dalla Russia soldi alle imprese occidentali ma anche alle guerre nel mondo

Le due facce del Qatar e della Russia. Bracci finanziari nel capitalismo globale in grado di investire su colossi bancari, grandi gruppi dell’energia, grandi multinazionali quotate e pure sul lusso italiano. Ma anche bracci finanziari di organizzazioni militari, paramilitari e, per finire terroristiche, che in questi giorni sono sotto i riflettori dei media internazionali.
Il caso piu’ eclatante resta il Qatar. Il piccolo emirato viene indicato come finanziatore di Hamas e, a sentire quello che dicono parecchi giornali arabi in questi giorni, anche di frange che stanno scatenando l’orrore in Iraq e Siria, come l’Isis, lo Stato islamico tanto temuto dall’Occidente. Sono le due facce dell’emirato di Doha che fanno riflettere. Ieri il giornale arabo Al Hayat ha rivelato che il Qatar avrebbe ordinato a Khaled Meshal, leader di Hamas, di respingere qualunque intesa con Israele ottenuta con la mediazione egiziana, altrimenti sarebbe stato espulso dal piccolo e ricchissimo emirato. Ma c’e’ anche il lato sempre piu’ capitalistico del Qatar: tramite il suo fondo sovrano, Qatar Holding, ha investito ovunque in Occidente. Per fare un esempio ha comprato i grandi magazzini londinesi Harrod’s e pure, in Italia, la Costa Smeralda. Addirittura nel calcio ha la proprieta’ del club di Parigi Paris Saint Germaine. Sempre tra i nostri confini il veicolo della moglie e della figlia dell’emiro Al Thani, ha conquistato marchi fashion come Valentino e Pal Zileri. Addirittura la nuova gestione di Doha portera’ il marchio Valentino a raggiungere risultati record quest’anno.
C’e’ poi la Russia di Vladimir Putin. Con l’Italia e con l’Europa (soprattutto Germania e Regno Unito) ha rapporti finanziari consolidati. Tra i nostri confini grandi colossi statali russi, espressione della strategia anche finanziaria voluta da Vladimir Putin, hanno gia’ rilevato aziende come la Saras dei Moratti, hanno preso una partecipazione importante nei pneumatici Pirelli e, da non dimenticare, la Vtb (cioe’ la maggiore banca statale russa) sta trattando l’acquisto della maison Roberto Cavalli. Al di la’ degli embarghi di queste settimane, inoltre, milioni di russi (che sono grandi consumatori di carne) mangiano bistecche prodotte nei macelli che il gruppo italiano Cremonini ha, di recente, aperto vicino a Mosca. Ma c’e’ pure il lato oscuro e poco democratico della Russia di Putin, considerata finanziatrice dei paramilitari filo-russi che stanno combattendo in Ucraina e che hanno abbattutto (con armi russe) l’aereo di linea della Malaysia Airlines. Resta da capire se ci sia un confine, in termini etici, sulla provenienza dei soldi che finanziano le imprese occidentali. Se i soldi siano sempre ben accetti anche se chi li mette sul piatto e’, dal punto di vista internazionale, sospettato di finanziare anche guerre e uccisioni. In Qatar e in Russia infatti, al di la’ di qualche caso isolato, la maggioranza dei grandi gruppi economici e finanziari sono espressione del governo. Insomma, resta da capire se il colore dei soldi (senza fare facili moralismi) abbia ancora un senso per il mondo della finanza.

 

  • Penzo Luisa |

    Spero che prevalga il dialogo tra la Russia e L’ Italia.
    Luisa Penzo di Venezia

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