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Sator verso l’uscita da Petrolvalves: offerte dagli Usa

Riassetto in vista per il gruppo Petrolvalves, azienda di Varese attiva nel settore delle valvole per il settore petrolifero e controllata (con il 60%) dagli eredi del fondatore Mario Candiani a fianco del fondo Sator, il veicolo di investimenti fondato da Matteo Arpe.
Per l’azienda lombarda, che ha archiviato un fatturato di oltre 250 milioni di euro con 60 milioni di margine operativo lordo, potrebbe trattarsi di un nuovo mutamento della compagine azionaria, dopo che oltre un anno fa ha fatto il suo ingresso tra i soci Sator: la società di Arpe è entrata in Petrolvalves nel 2013 per promuovere un consolidamento nel settore delle valvole. L’ingresso di Sator era avvenuto sulla scia di un passaggio generazionale del gruppo, dopo la morte del patron di Petrolvalves, Mario Candiani, le cui figlie, prive di ruoli operativi in azienda, si erano rivolte ad Arpe. Del resto, Petrolvalves è un gioiello del settore: specializzato nella produzione di valvole per oleodotti e gasdotti, da tempo è entrato nel radar dei grandi private equity (tra i nomi che circolano ci sono i soliti Blackstone e Kkr) ma soprattutto di gruppi industriali americani ed europei.
Proprio questi gruppi finanziari e strategici si sarebbero fatti avanti negli ultimi mesi con manifestazioni d’interesse formali e a questo punto sarebbe stato deciso di avviare un processo per analizzare le offerte, probabilmente con Banca Profilo come advisor finanziario. La valutazione dell’azienda, del resto, potrebbe essere superiore ai 700 milioni di euro, anche in virtù dei 200 milioni presenti in cassa. A fine esercizio sarebbero previsti ricavi netti a oltre 300 milioni con un margine operativo lordo di 70 milioni.
La maggior parte del giro d’affari di Petrolvalves viene inoltre generato all’estero, soprattutto con clienti nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Norvegia. L’identikit del nuovo partner, se arriverà, dovrebbe garantire l’ulteriore spinta alla crescita internazionale del gruppo di Varese. Quindi sembra più probabile che sarà un soggetto industriale in grado di promuovere il consolidamento. Resta da capire quale sarà la quota che potrebbe dismessa dell’azienda: se verrà ceduta una corposa minoranza o se il processo potrebbe riguardare l’intera compagine azionaria del gruppo. E resta anche da capire se Sator deciderà di affiancare il nuovo socio nel cammino di crescita oppure se opterà per l’uscita.