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Per la Release del Banco Popolare cordata tra Pimco e Gwm

Sono attese per il prossimo 30 maggio le offerte per Release, la bad bank nata dalla ristrutturazione di Banca Italease, controllata da Banco Popolare.E i soggetti in gara starebbero continuando la due diligence per definire le proposte finanziarie. Nel frattempo si registrano alleanze: il colosso statunitense Pimco, dato nelle scorse settimane come abbastanza tiepido sul dossier, avrebbe deciso di allearsi per acquisire Release con il gruppo Gwm, molto attivo sui dossier immobiliari italiani (di recente ha lanciato l’Opa sul fondo Unicredito Immobiliare Uno). Gwm – di cui un rappresentante dell’aristocrazia romana, Sigieri Diaz Della Vittoria Pallavicini è fondatore è un gruppo d’investimento svizzero indipendente che spazia dal wealth management al fund e asset management fino appunto al real estate. Consulente di Gwm sull’operazione sarebbe lo studio Tamburrini. Altri gruppi in corsa sarebbero Blackstone (nell’offerta assistito da Mediobanca), la cordata Prelios-Fortress (coadiuvata dai banker di Ubs) e infine il gruppo finanziario statunitense Lone Star. La due diligence si starebbe svolgendo sotto la supervisione dell’advisor Equita, incaricato dal Banco Popolare di portare avanti il processo. Release è la cosidetta bad bank (dove sono confluiti in maggioranza non performing loan, cioè quei crediti per i quali la riscossione è incerta, eredità della ristrutturazione di Banca Italease e attualmente il Banco ne ha l’80%, mentre il resto è in mano alle altre Popolari già socie di Italease come Bpm, Popolare Emilia, Sondrio. Release ha in pancia impieghi per 3,2 miliardi di euro. In Release sono quattro i perimetri in vendita. Un primo perimetro dove entrano i non performing loan secured (garantiti). Poi ci sarebbe un perimetro di Npl unsecured (cioè non garantiti) e un’altra area di crediti performing. Infine ci sarebbe, come quarto asset, un patrimonio immobiliare del valore di 700-800 milioni di euro. Tra gli immobili degni di nota del portafoglio ci sarebbero gli uffici Telecom di Parco de’ Medici a Roma e la sede di Ericsson sempre a Roma. E proprio l’interesse per i palazzi di Release è la molla che sta facendo muovere sull’operazione soggetti con un’anima più immobiliare.