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L’asta per i diritti della Serie A velocizza la ricerca di un nuovo socio per Mediaset Premium

Inizierà probabilmente il prossimo 9 maggio la due diligence sulle attività nella pay tv di Mediaset. Sul dossier sarebbero già due broadcaster: cioè Canal Plus (gruppo Vivendi) che è assistito dai banker di Deutsche Bank e Al Jazeera, la tv del Qatar che si sta espandendo in Europa. La Cnn araba di Doha, che ha già diciannove canali sportivi e in Europa è sbarcata in Francia e Spagna ma non ancora in Italia, è aiutata nella due diligence dagli advisor di Barclays.

Sabato Mediaset ha confermato in un comunicato l’interesse «manifestato da diversi operatori internazionali per eventuali partnership con le attività di tv a pagamento del gruppo». Il nuovo socio dovrebbe entrare nella newco che nascerà dall’integrazione delle pay tv italiane e spagnole di Mediaset. Dopo le indiscrezioni su trattative in corso con Al Jazeera e Canal Plus per Mediaset Premium, sarebbe prossima a risolversi anche la querelle spagnola per il riassetto di Digital Plus. Telefonica si sarebbe mossa per studiare un’offerta per il 56% della spagnola Digital Plus in mano a Prisa, che indebitata con le banche vuole cedere la partecipazione.
Telefonica starebbe per coinvolgere nell’operazione su Digital Plus anche Mediaset (che, come il gruppo tlc iberico, detiene il 22% della piattaforma iberica).
Secondo gli analisti di Intermonte «un accordo su Digital Plus è propedeutico alla valorizzazione degli asset» italiani e spagnoli: proprio quello che auspica il mercato. Insomma, i tempi sembrano maturi per l’arrivo di uno o più soci per le piattaforme digitali di Mediaset: anche perché il gruppo televisivo di Cologno ha dovuto mettere sul piatto 700 milioni di euro (cifra finanziata da Intesa Sanpaolo, Unicredit e Bnp Paribas-Bnl) per strappare a Sky i diritti per la Champions League nel triennio 2015-2018.
Tuttavia resta da capire cosa succederà con l’imminente aggiudicazione dei diritti di Serie A, gestiti dalla società Infront, che richiederà un nuovo impegno economico notevole se il gruppo della famiglia Berlusconi vorrà conquistarli. E, in questo caso, un socio con le spalle forti potrebbe essere strategico per poter condividere gli sforzi finanziari.