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Banca Intermobiliare, la cordata d’Agui’ cerca l’affondo assieme ai francesi di Oddo

Trattative finali per il riassetto di Banca Intermobiliare, controllata di Veneto Banca. Secondo le indiscrezioni in corsa sarebbe restata la sola offerta dell'ex-amministratore delegato di Bim (oltre che attuale vice-presidente e azionista di minoranza) Pietro D'Aguì. Quest'ultimo, secondo i rumors, sarebbe in cordata con il gruppo finanziario francese Oddo & Cie. D'Agui' avrebbe trovato l'appoggio del gruppo transalpino dopo aver sondato l'interesse per Bim di altri potenziali alleati, come gli svizzeri di Union Bancaire Privée (Ubp).

Secondo alcune fonti finanziarie, D'Aguì avrebbe discusso dell'operazione, oltre che con Oddo & Cie, anche con altri vecchi soci di Bim come la famiglia Segre e Carlo De Benedetti per capire la disponibilità ad entrare con piccole quote azionarie nell'operazione. Nella proposta presentata da D'Agui' all'advisor Rothschild sarebbe previsto il mantenimento di una quota del 10 per cento da parte di Veneto Banca nel futuro azionariato di Bim. Qualche giorno fa proprio il presidente Flavio Trinca, durante l'assemblea dei soci di Veneto Banca, aveva spiegato che il processo era alle battute finali anche se non era stato indicato il possibile compratore.
Tutti gli indizi portano ora all'offerta della cordata D'Agui' che avrebbe battuto quelle di alcuni fondi di private equity: tra quelli in corsa c'era il gruppo Usa Jc Flowers. DiBim D'Aguì è stato azionista di rilievo (con il 15%) in passato per diluirsi fino al 4 per cento. Sul tavolo restano alcuni nodi. Veneto Banca avrebbe infatti indicato ai compratori in gara che si attenderebbe una valutazione di Bim attorno ai 500 milioni di euro. Proprio il prezzo resta una delle discriminanti, visto che il multiplo verrebbe considerato nella parte alta della forchetta di valutazione. Bim è infatti un marchio storico nella gestione dei patrimoni, ma avrà bisogno di un turnaround da parte del compratore. Altro fattore cruciale sarà l'ingresso di un nuovo azionista che riesca a mantenere l'attuale network di private banker, con i loro portafogli e clienti senza che ci sia una fuga verso altri gruppi concorrenti. Proprio l'ex-Ad Pietro D'Aguì ha relazioni storiche con la rete di professionisti di Bim e quindi la sua presenza potrebbe diventare cruciale: anche se, bisogna ricordare, proprio D'Aguì era stato coinvolto nelle vicende che hanno costretto nel 2010 Veneto Banca a rilevare il controllo di Bim da Cofito.