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Mps, la Fondazione dovra’ mettere sul piatto 125 milioni per seguire l’aumento di capitale

Se, come sembra, l'aumento di capitale di Montepaschi arrivera' alla cifra record (se paragonata al valore di Borsa) di 5 miliardi di euro, tutti gli investitori dovranno fare i conti con la necessita' di mettere piu' capitali sul tavolo in modo da non essere diluiti.

Fra questi c'e' la Fondazione Mps, che ha conferito il suo 2,5 per cento della banca in un patto di sindacato con due investitori sudamericani: Fintech Advisory con il 4,5% di e Btg Pactual con il 2% . Complessivamente i tre alleati hanno dunque il 9 per cento. Ora, facendo due calcoli, questi investitori dovranno mettere sul piatto in sede di aumento (che dovrebbe salire a 5 miliardi) circa 450 milioni. Di questi 125 milioni li dovrà spendere la Fondazione Mps. Se, fino a qualche mese fa, questo esborso sembrava impensabile, ora e' facile ipotizzare che la spesa non sia cosi' impegnativa per la Fondazione che secondo un rapido calcolo dovrebbe avere in cassaforte (tra cash e azioni Mps che eventualmente potrebbe dare in pegno) circa 700 milioni di euro. Piuttosto il nodo e' un altro: l'ente di Palazzo Sansedoni e i due alleati sudamericani puntano a nominare il vertice della banca (presidente e amministratore delegato) in virtu' del 9 per cento detenuto in patto di sindacato. L'alleanza potrebbe tuttavia aprirsi ad altri soggetti. C'e' tuttavia da chiedersi se non esistano in circolazione, pronti ad intervenire, investitori con disegni opposti a quelli della Fondazione (come potrebbero essere i fondi attivisti e speculativi). Del resto, superare il 9 per cento della Fondazione e dei suoi alleati non sembra impresa impossibile. A quel punto la contesa si trasferira' in assemblea.