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Blackstone e Cerberus in prima fila per la banca delle sofferenze di Unicredit

Tutto pronto per la vendita di Unicredit Credit Management Bank (Uccmb), già Ugc Banca, società del gruppo leader nel settore della gestione dei crediti anomali.
Pronti a intervenire, secondo le indiscrezioni, ci sarebbero sia grandi fondi di private equity stranieri attivi nel settore degli Npl (non performing loan) sia società di servizi attivi nella gestione dei crediti problematici.

Proprio ieri Unicredit ha confermato, dopo le indiscrezioni del Sole 24 Ore di alcune settimane fa, di stare valutando la vendita potenziale di Unicredit Credit Management Bank a un operatore specializzato, consentendo al gruppo di creare valore aggiuntivo favorendo il recupero dei crediti.
Nelle scorsa settimana, secondo i rumors in circolazione, sarebbero così stati inviati i teaser (con i principali dati economici e prospettici della controllata) ai potenziali acquirenti.
Secondo quanto appreso da fonti finanziarie l’operazione potrebbe avere un differente perimetro di vendita.
Potrebbe infatti, da una parte, essere scorporato un portafoglio di non performing loan per circa 3 miliardi di euro. Dall’altra parte potrebbe essere ceduto il controllo della struttura di servizio e di riscossione dei crediti, dove Unicredit resterebbe però in minoranza.
Si tratterebbe di un’operazione di importo elevato. Tanto che, sempre secondo le indiscrezioni, si potrebbero creare delle cordate costituite da una società di servizi (quelle presenti sul mercato, tanto per citare alcuni nomi, sono Prelios e Italfondiario) e da fondi di private equity stranieri: i nomi che circolano sono quelli di Cerberus, Blackstone, Fortress, Apollo e Marathon.
Un incarico per la vendita di Unicredit Credit Management Bank sarebbe stato affidato ai consulenti finanziari della banca svizzera Ubs, nella persona di Andrea Orcel. Il dossier sarebbe seguito con attenzione per Unicredit dal vice direttore generale Paolo Fiorentino.
Ora resta da vedere chi sarà il compratore prescelto. La controllata di Unicredit ha incassato un «triplo strong» dall’agenzia di rating Standard & Poor’s, il massimo rating nella sua scala di valutazione.
Unicredit Credit Management Bank attualmente gestisce un portafoglio di non performing loan bancari di oltre 40 miliardi: si tratta di quasi il 32 per cento del mercato italiano.
L’effetto di questa potenziale operazione «non è però considerata» nel piano strategico al 2018 del gruppo bancario guidato da Federico Ghizzoni.