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Torri Telecom e Wind, le mire di Ei Towers e di Abertis

Torna d’attualità il dossier torri, su cui da anni si attende un riassetto. Secondo le indiscrezioni si potrebbero infatti aprire presto due grandi cessioni, anche se la tempistica non è ancora definità per nessuno di questi processi. In particolare, sulla rampa di lancio c’è l’asta sul miliardo di asset infrastrutturali che Telecom Italia ha deciso di cedere in Italia, nominando come consulenti finanziari Deutsche Bank e Banca Imi. Ma, secondo i rumors, la stessa Wind potrebbe decidere di mettere sul mercato le sue torri di trasmissioni in Italia che dovrebbero avere una valorizzazione di circa mezzo miliardo di euro.

Queste dismissioni, sia quelle di Telecom Italia sia quella possibile di Wind, fanno parte di una strategia più ampia, di riassetto complessivo del mondo delle telecomunicazioni, che è costretto a dismettere le attività non strategiche, come appunto quelle nelle torri di trasmissione, per far fronte ai debiti.
Telecom Italia, che ha un debito sceso sotto i 27 miliardi di euro, ha infatti deciso di cedere le sue torri all’interno del suo piano strategico che prevede la dismissione di alcuni importanti asset che non risultano nel core business.
È da tempo che l’ex-monopolista ha in mente una vendita delle torri, ma ora sembrerebbe la volta buona. Resta da capire la tempistica della cessione da parte del gruppo guidato da Marco Patuano, visto che il processo non è ancora partito ed è in ritardo sui tempi che erano previsti inizialmente. Secondo qualche fonte vicina al dossier, il gruppo telefonico potrebbe alla fine decidere di cedere le sue torri di trasmissione (circa 7000 siti) in più pacchetti, preferendo questa strada alla vendita in un unico blocco.
Se poi si guarda Wind, la dismissione delle infrastrutture fa parte di un più ampio piano di riassetto che l’azionista russo Vimpelcom ha in mente per la società telefonica che un tempo era di proprietà di Naguib Sawiris. Wind, che ha in pancia 9,2 miliardi di debiti con un margine operativo lordo che a fine 2013 dovrebbe sfiorare i due miliardi, è da tempo al centro di speculazioni: Vimpelcom avrebbe più volte sondato una fusione con 3 Italia, che per ora non è mai andata in porto, e in alternativa potrebbe iniziare a cedere gli asset non strategici come appunto le torri. In passato, inoltre, è il caso di ricordare che proprio le torri di H3G e quelle di Wind facevano parte di un processo unico di valorizzazione, chiamato Eiffel, piano che tuttavia non è mai decollato.
Di fronte al fermento del mercato, starebbero alla finestra pronti a muoversi i potenziali compratori. Acquirenti naturali di questo genere di asset sono Ei Towers, la società del gruppo Mediaset che sarebbe molto interessata sia alle torri di Telecom Italia sia a quelle di Wind. Ma sul dossier ci sarebbe anche la spagnola Abertis e alcuni fondi infrastrutturali come ad esempio F2i. Non è, inoltre, da escludere che proprio Ei Towers possa cercare un’alleanza con un soggetto finanziario per condividere l’impegno finanziario non indifferente dell’operazione.
Insomma, per il settore sembra essere arrivati a un momento chiave. Senza dimenticare che, sul mercato, ci sono altre situazioni che potrebbero arrivare a maturazione nei prossimi mesi: come la dismissione delle torri di Atlantia e quello delle antenne di RaiWay, quest’ultimo dossier salito più volte agli onori della cronaca ma mai decollato.