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Due cordate (una italiana e una straniera) per la quota in Mps della Fondazione

Due cordate per la quota in Mps della Fondazione. Secondo le indiscrezioni raccolte in ambienti finanziari, l’ipotesi più probabile è che possano scendere in campo due cordate (una italiana e una straniera) per il 33,5% della Fondazione Mps, da cedere in più quote per rimborsare le banche creditrici che hanno in pegno la partecipazione a garanzia di prestiti per oltre 339 milioni di euro. Almeno la direzione da prendere sembra quella, anche se la strada sembra complessa e piena di ostacoli.

La cordata italiana, secondo i rumors, è quella che potrebbero costituire le Fondazioni. Regista sarebbe la Fondazione Cariplo presieduta da Giuseppe Guzzetti alla quale si potrebbero alleare Cariverona, Compagnia Sanpaolo e Cassa di Risparmio di Lucca più altri enti minori. Tutti queste Fondazioni, chi più chi meno nelle scorse settimane, hanno smentito una loro partecipazione al progetto di acquisto del 33,5% dell’ente senese. Solo Guzzetti, qualche giorno fa, interpellato sul tema ha spiegato che «la Fondazione Cariplo ha un patrimonio integro e sul resto si vedrà». La realtà è che, almeno per ora, le Fondazioni non si sono mosse concretamente. Sarebbero alla finestra, dubbiose, ma in attesa di una richiesta che potrebbe arrivare in modo forte da Banca d’Italia o dal Ministero dell’Economia. A quel punto, probabilmente, non potranno tirarsi indietro.
Di certo per Fondazioni come Cariplo l’investimento potrebbe essere rilevante (si è parlato di 14 centesimi ad azione), anche nel caso ci sia uno swap di asset. Giustificabile e approvabile dai consigli degli enti soltanto nel caso in cui lo sforzo venga chiesto dall’alto, cioè a livello istituzionale.
Ci sarebbe poi, sempre secondo i rumors, una cordata straniera che potrebbe costituirsi. Potrebbe raggruppare gli investitori, in gran parte fondi, che sono stati sondati negli ultimi due mesi e che in qualche modo hanno mostrato un interesse di massima a prendere in considerazione l’investimento.
Alla fine dello scorso anno il dossier è infatti stato ricevuto dal fondo di Abu Dhabi Aabar e da quello (con capitali russi) Pamplona. Entrambi gli investitori avrebbero mostrato disponibilità a prendere in considerazione l’operazione. Oltre a loro sarebbe stato contattato un investitore sudamericano, negli ambienti finanziari si parla di una famiglia messicana con diverse partecipazioni nel settore bancario. L’idea di qualche banker sarebbe di unire in cordata questi tre soggetti per comprare la quota della Fondazione Mps.
Ovviamente le cose non sono così semplici. Per un investitore comprare la quota dell’ente senese, tranne che non venga ceduta a prezzi molto bassi, sarà infatti molto più costoso che attendere l’aumento di capitale e quindi sottoscrivere soltanto lì le azioni (a valori attorno ai 5 centesimi). Anche se è vero che la quota comprata dalla Fondazione Mps potrà avere valore in termini strategici e quindi sarà necessario mettere sul piatto un premio.