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Quel Cda “contrastato” che ha votato Chelsfield e fermato l’offerta di Barrack-Zunino su Risanamento

Il Cda di Risanamento guidato da Claudio Calabi ha deciso mercoledi scorso di concedere un incarico a un conosciuto notaio milanese per verificare la regolarita' dell'operazione di cessione del patrimonio parigino (all'interno del piano 182 bis della legge fallimentare deciso dal Tribunale di Milano) del gruppo immobiliare al fondo (con capitali sauditi) Chelsfield. Ma intanto continuano a uscire indiscrezioni sulle febbrili discussioni delle scorse settimane fra le banche, la societa' e i due potenziali compratori dei palazzi di Parigi, cioe' appunto Chelsfield e l'offerta concorrente, cioe' quella della Colony Capital di Tom Barrack affiancato all'ex patron di Risanamento, Luigi Zunino.

Secondo indiscrezioni, infatti, il Cda che avrebbe deciso di dare l'esclusiva a Chelsfield non sarebbe stato affatto tranquillo e deciso nel decidere di cedere gli immobili parigini al fondo che come e' noto ha tra i suoi sottoscrittori i sauditi di Olayan. Secondo i rumors il board (formato da 11 membri) avrebbe votato Chelsfield (preferendolo a Barrack-Zunino) con un esito finale di 7 voti favorevoli a 3 con un astenuto. Ma in realta', secondo i rumors, questa conclusione sarebbe arrivata solo al termine di una discussione dove all'inizio i favorevoli erano 6 contro 5 contrari. Motivo del contendere era la regolarita' della cessione a Chelsfield all'interno dell'articolo 182 bis della legge fallimentare. Solo dopo qualche riflessione alcuni membri del board avrebbero deciso di rivedere la loro scelta: un consigliere si sarebbe astenuto e un altro avrebbe dato voto a favore. Risultato finale: 7 voti a 3 con un astenuto.