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Oscar Farinetti tra la proposta politica di Matteo Renzi e i corteggiamenti del Fondo Strategico per Eataly

Tutti dicono che nel 2014 potrebbe scendere in politica affiancando Matteo Renzi, del quale e' da tempo consulente fidato. Tuttavia Oscar Farinetti, l'imprenditore che ha lanciato in Italia Eataly, per ora non ha ancora sciolto le incertezze su quello che fara' nel 2014. Per ora ha annunciato che il 24 settembre 2014, quando compirà 60 anni di età, potrebbe lasciare la guida della sua azienda per dedicarsi ad altro. Negli ambienti finanziari si dice che il Fondo Strategico Italiano punterebbe ad investire nella sua Eataly, la catena di ristoranti di specialità alimentari tricolori ormai divenuta un fenomeno internazionale. Negli ultimi mesi ci sarebbero infatti già stati diversi incontri tra Maurizio Tamagnini, amministratore delegato del Fondo Strategico Italiano, e Oscar Farinetti, il vulcanico imprenditore che ha lanciato una delle iniziative imprenditoriali più di successo negli ultimi anni in Italia e fuori dai confini nazionali.
Secondo le indiscrezioni per il braccio finanziario della Cassa Depositi e Prestiti – ricco ancora di parecchia liquidità dopo gli investimenti effettuati in Valvitalia, Ansaldo Energia, Sia, Metroweb e Kedrion – una partecipazione in Eataly rientrerebbe nella filosofia tipica del fondo statale: cioè supportare i gruppi, rappresentanti del Made in Italy, nella loro espansione internazionale, una strategia che sembra adattarsi alla perfezione per l’azienda, relativamente giovane come storia, di Oscar Farinetti. Inoltre il Fondo Strategico ha stretto con Qatar Holding una joint venture per investire fino a 2 miliardi di euro in settori chiave dell’industria italiana, come la moda e, appunto, l’alimentare.
Un riassetto con il nuovo anno sembra infatti possibile per il gruppo alimentare: il suo fondatore Oscar Farinetti ha infatti annunciato che il 24 settembre 2014, quando compirà 60 anni di età, potrebbe lasciare la guida della sua azienda per dedicarsi ad altro.
A succedergli saranno quindi i tre figli Andrea, Francesco e Nicola. Sono in molti a scommettere che Farinetti potrebbe a quel punto optare per un ingresso in politica, se glielo chiedesse Matteo Renzi, con il quale l’imprenditore ha stretto una relazione di stima reciproca negli ultimi anni.
Di recente, sul futuro di Eataly erano uscite diverse indiscrezioni tra le quali quelle riportate da il settimanale «Il Mondo» su un futuro diviso tra una possibile quotazione in Borsa e una maggiore alleanza con le Coop, già alleate dell’imprenditore piemontese (azioniste con il 30% di Eataly Distribuzione).
In realtà, la Borsa resterebbe sì un punto di approdo ma non nel breve termine. Il piano che avrebbe in mente il Fondo Strategico Italiano sarebbe quello di entrare nell’azionariato per accompagnare progressivamente l’imprenditore e la sua famiglia in Borsa. Del resto, la società sta già avvicinando quota 300 milioni di fatturato ma ha importanti aspettative di crescita future. Dopo le aperture nelle maggiori città italiane, Eataly ha conquistato all’estero New York, Los Angeles, Toronto, Londra, Istanbul oltre che a San Paolo.
Insomma, una delle iniziative di maggior successo degli ultimi anni per l’imprenditore piemontese già proprietario della catena di informatica UniEuro ceduta nel 2001 al gruppo inglese della grande distribuzione informatica Dixon. A quel tempo Farinetti era stato ricoperto d’oro dall’azienda britannica: 528 milioni di euro, che erano poi serviti al lancio dell’iniziativa Eataly.