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Qatar, Abu Dhabi, Singapore e la canadese Borealis su Cdp Reti

I fondi sovrani su Cdp Reti. Sono giorni decisivi per la cassa guidata da Giovanni Gorno Tempini, in stretto contatto con il Governo sul tema delle privatizzazioni. Il primo dossier in ordine temporale sara’ quello finalizzato al riassetto della holding che oggi ha il controllo della maggioranza di Snam, la societa’ che gestisce la rete gas in Italia. Nei prossimi giorni i fondi sovrani e infrastrutturali potenzialmente interessati, gia’ contattati nei mesi scorsi dall’advisor Lazard, riceveranno infatti la lettera con la richiesta di un’offerta non vincolante entro il mese di gennaio. Nella lettera viene chiesto al potenziale compratore la quota di interesse di Cdp Reti (fino a una minoranza del 49%), il prezzo che potrebbe essere offerto, la governance societaria richiesta e le modalita’ per un eventuale disinvestimento futuro (tra le opzioni rientra anche la quotazione della holding). Uno dei nodi da sciogliere resta la presenza o meno in Cdp Reti, oltre al 30 per cento di Snam, anche del 29,9 per cento di Terna. Questa soluzione, con il conferimento anche della rete elettrica, verrebbe preferita dagli investitori: sarebbe offerto un investimento piu’ diversificato, mentre una partecipazione in Cdp Reti ora e’ assimilabile a quello nella societa’ quotata Snam, ma senza il vantaggio di poter liquidare le azioni sul mercato. Cdp Reti potrebbe valere 7 miliardi di euro e al momento, secondo le indiscrezioni, sarebbero quattro i fondi sovrani e infrastrutturali piu’ interessati: Qatar Holding, il fondo sovrano di Abu Dhabi, il fondo di Singapore Gic e la canadese Borealis.